Mercato Italiano - Piazza Affari
Torna a scendere la
Borsa di Milano dopo due settimane segnate da un andamento in recupero. L’indice
S&P/Mib perde l’1,85%, catapultando il mercato nostrano all’ultimo posto tra le varie Borse europee. Pesano, sui listini milanesi, le performance al ribasso di
Fiat (-9,31%) e
Telecom Italia (-7,45%). La casa automobilistica torinese sconta la situazione difficile di tutto il comparto auto, appesantito nell’ultimo hanno dagli insostenibili costi energetici e dai prezzi sempre più alti delle materie prime.
La discesa di colossi del calibro di
Volkswagen,
Daimler e
Renault trascinano verso il basso tutto il settore e riducono sensibilmente i guadagni ottenuti da
Fiat la settimana precedente grazie ai conti trimestrali migliori delle attese. Diversa la situazione di
Telecom, che invece paga le incertezze che da tempo minano la stabilità dell’azienda telefonica. Durante l’ultima ottava il titolo è sceso ai minimi degli ultimi 10 anni. Si fanno sempre più acuti i timori per i risultati trimestrali (previsti per questo venerdì), che si preannunciano molto deboli.
Sul fronte positivo riesce a tenersi in positivo il settore bancario incoraggiato dai buoni risultati dei finanziari Usa. In evidenza
Monte dei Paschi di Siena (+3,35%) e
Ubi Banca (+2.3%); in controtendenza
Mediobanca (-11,21%), il peggiore del listino, che paga la poca chiarezza sulla questione relativa alla revisione della governance. Vendite anche per i cementieri con
Italcementi a –8,94% e
Buzzi Unicem a –5,28%.
Mercato Europeo
Borse europee in flessione dopo le ultime due ottave di guadagni. Sicuramente la ripresa del cammino al
rialzo delle quotazioni del petrolio (tornato sopra i 125 dollari al barile) ha influito molto sull’andamento al ribasso dei mercati azionari. Ad aumentare la tensione in fase di contrattazione i dati deludenti di
BMW e
Michelin, le quali hanno ridotto le previsioni per l’anno in corso. La casa automobilistica tedesca ha perso il 10,82%, mentre il produttore di pneumatici francese ha ceduto il 14,23%. Pesanti vendite anche sul titolo
Renault (-8,87%) che ha pagato la forte contrazione dei profitti della controllata
Nissan. Il comparto auto è stato il più penalizzato dalla settimana di vendite con una perdita del 6,36%.
Debole anche il settore turismo zavorrato dal crollo di
Ryanair (-27,48%). Il vettore low cost ha presentato conti trimestrali molto al di sotto delle aspettative ed ha annunciato che il 2008 potrebbe chiudersi in negativo (sarebbe la prima volta dal 1997). In controtendenza
Iberia (+18,79%) e
British Airways (+4,96%), dopo l’annuncio dell’inizio delle trattative per un progetto di fusione.
Male i bancari, sotto di 2 punti percentuali, e i titoli delle costruzioni in perdita del 3,65%. Molto bene, invece, il settore delle risorse di base, sotto la spinta di
ArcelorMittal (+10,74%) e
Antofagasta (+8,63%), che hanno diffuso risultati in sensibile crescita per il secondo trimestre dell’anno.
Mercati Internazionali
I mercati azionari
Usa chiudono l’ottava in leggero rialzo; appena sotto la parità il
Dow Jones a causa delle perdite di
General Motors (-14,03%) e
ExxonMobil (-2,42%). Lo scorso venerdì il produttore di auto ha annunciato una perdita trimestrale pari a 15,5 miliardi di dollari, mentre l’azienda petrolifera ha pagato i risultati inferiori alla stima degli analisti. Nonostante le perdite di
ExxonMobil il comparto energetico ha comunque chiuso la settimana in rialzo avanzando dello 0,32%.
Il settore con più acquisti è, comunque, quello finanziario, che nel complesso ha guadagnato il 3,96%. La decisione della
Fed di prolungare fino a gennaio 2009 il programma dei prestiti d’emergenza alle banche d’investimento ha influito notevolmente sull’andamento in rialzo del settore. Tra i migliori
Bank of America (+12,68%),
Wachovia (+30,90%) e
Washington Mutual (+38,54%). In alto anche gli assicuratori di bond con
Mbia a +57,49% e
Ambac a +76,28%. Debolezza anche sul comparto telefonico (-2,46%) e su quello delle utilities (-2,19%).
In
Asia i mercati azionari hanno dovuto affrontare una settimana di debolezza generata dal forte calo di
Toyota (-6,68%), che ha annunciato una revisione al ribasso delle previsioni per l’anno in corso. Trascina in basso i listini anche la debolezza del comparto bancario che ha risentito delle perdite di
Australia e New Zealand Banking Group (-8,90%).
In evidenza l’India che chiude in rialzo per la quarta settimana consecutiva.