Mercato Italiano - Piazza Affari
Seconda settimana positiva a
Piazza Affari con il
Mibtel in crescita dell’1,76% e l’S&P/Mibtel del 2%. Seguendo il passo delle principali Borse europee anche i listini italiani sono trascinati da auto e bancari.
I brillanti risultati trimestrali di
Fiat, con il boom di vendita nell’emergente mercato brasiliano, fanno scattare il
titolo in alto a +13,06%. Il settore auto-veicoli-componenti ha guadangato oltre il 10% in questa settimana anche grazie alla continua discesa dei prezzi petroliferi.
In alto anche il settore bancario con una progressione del 3,31%; prestazioni migliori quelle di
Intesa SanPaolo (+6,04), Mediolanum (+4,69%) e Banca Popolare di Milano (+4,67%).
Male il settore
costruzioni (-1,23%), quello dei
media (-1,15%) e il
farmaceutico (-1,53%).
Deboli i titoli petroliferi che pagano l’improvvisa discesa dei prezzi del greggio;
Saipem (-1,12%),
Tenaris (-2,61%).
Pesante anche il settore telefonia zavorrato dalla trimestrale negativa di
Vodafone; il comparto perde l’1,74%,
Fastweb cede il 2,11% e
Tiscali il 2,19%.
Mercato Europeo
Continua il rimbalzo dei listini europei iniziato la scorsa settimana. Da una parte il greggio ancora in discesa, e i risultati inattesi delle trimestrali, sembrano ristabilire la serenità che mancava da tempo sul mercato; dall’altra i dati macro evidenziano un’aumento del livello di sfiducia da parte delle industrie e prospettive di crescita ai minimi.
A fine settimana l’indice
Dj Stoxx ha guadagnato lo 0,38% sotto la spinta consistente del comparto auto e di quello bancario. Banche in risalita dopo le trimestrali migliori del previsto delle banche Statunitensi e di
Credit Swiss in Europa; allegeriscono la tensione anche gli aiuti del governo Usa agli istituti di credito Fannie Mae e Freddie Mac. Royal Bank of Scotland ha chiuso l’ottava con un guadagno dell’8,81%, Barclays e Hbos, nonostante il fallimento dell’aumento di capitale, guadagnano rispettivamente, l’8,67% e il 6,91%.
Settore auto trainato dalle trimestrali sorprendenti di
Fiat, Peugeot e Volkswagen. I ribassi dei prezzi del petrolio hanno consolidato il successo del settore. Volkswagen e Peugeot chiudono la settimana guadagnando, rispettivamente, il 9,045 e il 6,76%. Renaut e Daimler, protagoniste la scorsa settimana con ottime prestazioni, questa volta concludono la settimana in perdita appesantite da trimestrali al di sotto delle attese.
Auto e banche sostengono i listini e compensano l’arretramento dei telefonici con la pessima trimestrale di Vodafone, tra i peggiori del Dj Stoxx con una perdita del 12,01%; segue Telefonica SA che cede il 7,41%. Pesantezza nel comparto petrolifero che invece paga il forte ribasso accusato dai prezzi del greggio.
Mercati Internazionali
Wall Street ha chiuso in negativo l’ultima ottava nonostante alcuni segnali incoraggianti provenienti dai dati macro diffusi in settimana e dalle trimestrali meno negative rispetto alle attese. A sorpresa aumenta la fiducia dei cittadini Usa, mentre sono in crescita gli ordini dei beni durevoli. Anche i dati sulle vendite di case nuover hanno prodotto risultati, seppur negativi, migliori rispetto alle stime degli analisti.
I tre principali indici della
Borsa di New York, nonostante quattro segni più e un solo segno meno, chiudono la settimana in territorio negativo, con il Dow Jones a –1,03%, il Nasdaq a –0,8% e l’S&P 500 a –0,2%. Prima parte della settimana caratterizzata dal decoso ribasso dei prezzi petroliferi e dall’approvazione della Camera al piano di salvataggio, varato dal Tesoro, dei due Gse (Government Sponsorized Enterprises)
Fannie Mae e Freddie Mac. I due eventi, in congiuntura, hanno innescato u buon andamento in recupero per i mercati azionari. Buone prove dei finanziari con i guadagni ottenuti da
Wachovia, Citigroup e Bank of America.
Giovedì la trimestrale deludente di
Ford (con una perdita netta di 8,7 miliardi) e i dati relativi al mercato del lavoro hanno zavorrato gli indici di Borsa, i quali, in chiusura hanno fatto registrare pesanti perdite. Vendite su tutto il comparto auto e crisi che inizia a daneggiare anche i settori Software e Internet, dove hanno perso i titoli di
Google e Microsoft, penalizzate da una crescita in forte rallentamento. Si attendono i risultati dei petroliferi, comparto che, finora, ha sempre ridimensionato le perdite del mercato Usa; solo nelle ultime 2 settimane i titoli hanno vissuto momenti di difficoltà a causa della corsa al ribasso del greggio stabilizzatosi intorno ai125 dollari al barile.