Storia della Borsa
Il termine
“borsa”, con cui indichiamo il più importante mercato regolamentato italiano, trae in realtà la sua origine etimologica e storica, dalla famiglia Van de Bourse, proprietaria del palazzo in cui si effettuarono per la prima volta, nel 1500, le prime contrattazioni tra mercanti, nella cittadina di Bruges.
Sulla facciata di questo edificio, si trovava lo stemma della casata, il quale raffigura niente di meno che tre borse, appunto, rigonfie.
I mercanti si davano appuntamento qui, per vendere o acquistare
titoli rappresentativi di
crediti o di
merci che non potevano essere presenti materialmente, in quanto in viaggio da paesi lontani. La città di Bruges infatti, era denominata la Venezia del Nord, non solo per la presenza dei suoi canali, ma anche perché centro attivo per il commercio.
Lo scambio avveniva proprio come ai giorni nostri, si offriva del denaro per l’ acquisto di un documento, una lettera precisamente, oggi
titolo azionario nella specie.
In realtà, fu poi la città di Anversa a costruire una vera e propria "
piazza affari" con un edificio apposito che portava però il nome del vecchio palazzo dei Van de Bourse, in loro onore. Da allora si comprese il valore e la potenzialità di questo istituto e nel mondo iniziarono a fiorirne ovunque: Inghilterra, Lione, Tolosa, Venezia, Rouen, ecc.
Solo nel Settecento queste istituzioni iniziarono a indossare le vesti pubbliche, in quanto sottoposte al controllo e alla regolamentazione statale e nel 1792, nacque il primo, vero,
mercato azionario, il più importante : il
NEW YORK STOCK EXCHANGE.
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