Europa
Il rialzo dei Bond Americani ha influenzato positivamente i bonds europei, anche se rallentati dalle manifestazioni di peggioramento della crescita in area Euro, colpa anche delle rilevazioni severe espresse dalla BCE .
Ieri, chiusura negativa per i titoli di stato della zona euro, a causa dei dati deludenti delle semestrali delle banche d'affari internazionali (anche se superiori alle attese), il rialzo delle borse europee, l’incessante aumentare dell'inflazione, e la paura di un’ulteriore stretta monetaria da parte della BCE. Anche il Bond di riferimento tedesco a 10 anni ha chiuso l’ultima seduta con un rendimento del 4,64% (+6pb), mentre il benchmark a 2 anni ha chiuso al 4,63% (+9pb).
Trimestrali insoddisfacenti per le società Apple, American Express e Texas Instruments, che hanno prodotto un ribasso degli andamenti sul mercato asiatico, ciò ha determinato un rialzo in apertura per il relativo acquisto dei titoli rifugio;
Non buona la situazione dei prezzi al consumo; l’inflazione si mantiene su livelli elevati, nonostante il calo contingente del prezzo del petrolio. In quest’ottica va letto l’aumento da luglio del tasso ufficiale da parte della BCE.
In attesa di indicazioni più chiare sulla direzione che prenderanno i mercati, gli analisti consigliano di mettersi al riparo nei titoli di stato a breve e medio termine, con un ingerenza dell’azionariato, nei casi più aggressivi, non più del 50%.
Stati Uniti
La FED ha deciso di propagare i fondi alle grandi società dei mutui Freddie Mac e Fannie Mae, in palese crisi di liquidità, ciò ha innescato un sentiment positivo sulle attese di una politica monetaria più aperta e poco conservativa, che ha fatto registrare una salita dei tassi di ben 13 basis points. Nonostante questa impennata i livelli inflazionistici non sono cambiati (in diminuzione 2,45% e prezzi al consumo saliti al 5%), produzione industriale cresciuta più di quanto ipotizzato dagli analisti.
Chiusura, ieri, dei Treasuries in lieve ribasso, a seguito delle trimestrali che hanno sorpreso in positivo come quella di Jp Morgan, riportando l'interesse verso i titoli azionari nonostante il calo delle borse americane nell’ultima seduta. Il rendimento del benchmark decennale è salito di 6pb al 3,99% e quello del due anni si è portato al 2,49% (+7pb).
Leggermente peggiore delle attese invece l'indice elaborato dalla Federal Reserve di Filadelfia sulle condizioni delle imprese nella regione, che segna a luglio un miglioramento a -16,3 da -17,1 di giugno. I dati pubblicati in maggio hanno rinnovato la prospettiva avvertita dalla FED: la crescita economica è fiacca ma non al collasso.
Permane il quadro di indecisione per l’economia USA: ad una crescita sebbene limitata del PIL del primo trimestre fanno da contropartita dati sul mercato in netto declino, mercato immobiliare ancora ostile e indici anticipatori che, anche se costanti, rimangono ancora in una area di equilibrata austerità dell’attività economica.