Stati Uniti
Il comparto obbligazionario ha risentito della partenza favorevole delle borse oltre che dalle osservazioni sui tassi da parte della FED, assillata per l’inflazione sempre più opprimente e quindi foriera di un ulteriore rialzo dei tassi ufficiali.
Comunque, la settimana scorsa chiude in positivo, tenuto conto del default delle due società finanziarie che hanno indirettamente consigliato i risparmiatori all’acquisto di Treasuries. Inoltre, la settimana passata il Congresso ha deliberato una importante manovra fiscale e finanziaria per rinsaldare il settore delle costruzioni che permane in crisi, con effetti negativi sulle prospettive di crescita dell’economia USA; i prezzi degli immobili continuano a scendere, le vendite sono diminuite.
I dati del mercato del lavoro sono anche peggio, con un ulteriore accrescimento delle richieste di sussidi di disoccupazione.
La settimana entrante inizia in modo altalenante con un calo per i titoli a scadenza più breve. Ieri la chiusura è stata nuovamente negativa tenuto conto del repentino rialzo dell’azionariato a causa del calo dei prezzi del greggio.
Europa
I rumors dell’ultima ora ci avvisano che la BCE considera i disegni di previsione delle prospettive di crescita economica per l’Europa negative fino a fine anno. Nonostante ciò i rischi che l’economia cada in una profonda crisi protratta nel tempo sono scongiurati dalle manovre fiscali, dalla domanda estera ancora stabile, dai mercati finanziari in crescita e dal mercato immobiliare in netta ripresa, in controtendenza con il prezzo del petrolio ancora molto alto.
La BCE va molto cauta nel prendere ulteriori decisioni, infatti i maggiori provvedimenti saranno presi con la chiusura del terzo trimestre, deludendo le aspettative dei mercati che erano in attesa di nuovi rialzi volti ad impedire un ristagno dei prezzi.
Quindi, ci sembra rafforzato uno scenario con un tasso di riferimento stabile al 4,25% probabilmente fino ad inizio dell’ultimo trimestre. In questo intervallo di indugio la BCE stimerà con cautela il ciclo economico europeo, avendo particolare interesse allo sviluppo dei prezzi del petrolio, che continua ad essere la parte costitutiva di maggior preoccupazione dello scenario mondiale.
L’avvio in settimana dei titoli europei è stato negativo per effetto dei dati sfavorevoli delle semestrali delle maggiori banche d’affari internazionali, del rialzo delle borse europee, delle perplessità per l’incessante crescere dell’inflazione e delle conseguenti preoccupazioni di un conseguente scarto da parte della BCE. Lo scenario, comunque, che si va delineando non lascia presagire una positività imminente.