Mercato Statunitense
Clima di grande incertezza sui mercati finanziari. Le apprensioni sul credito derivano dai rumors riguardanti le due più importanti società Fannie Mae (Federal National Mortgage Association) e Freddie Mac (Federal Home Loan Mortgage Corporation) che sono le principali gse operanti nel settore dell’acquisto delle abitazioni e specializzate nei mutui (erogano e garantiscono metà dei 12 mila miliardi di dollari di mutui americani).
Il compito di tali società è quello di assistere gli acquirenti di beni immobili nell’accesso al credito intervenendo solo sul mercato secondario. Le due società fortemente penalizzate dalla crisi del settore immobiliare statunitense sui mutui subprime e dai connessi default sui mutui sono già insolventi.
Il treasury a 10 anni ha chiuso con rendimenti pari al 3.80% con una diminuzione di 2 point bases, il 2 anni chiude al 3.41% in rialzo sempre di 2 point bases.
Molto poche le possibilità di rialzo dei tassi confermate dalle già citate deludenti performance dei comparti immobiliari.
Mercato Europeo
Dopo l’aumento di 25 bp dei tassi ufficiali deciso dalla BCE, la reazione dei mercati obligazionari è stata leggermente positiva rispetto ad un orientamento rialzista confermato da Trichet che ha affermato che la stessa BCE nonostante priva di una vera politica monetaria è riuscita a raggiungere, con il tasso al 4.25%, un traguardo di tenue stabilità dei prezzi nel medio termine.
Il motivo dell’ormai annunciato rialzo è stato quello di contenere al meglio il tasso d’inflazione, tenuto sotto controllo attraverso un attenta politica monetaria. Il Bollettino semestrale di Palazzo Koch ha messo in guardia l’esecutivo dall’evitare assolutamente la rincorsa prezzi-salari (stagflazione).
La maggioranza degli analisti comunque ritiene che il rialzo della scorsa settimana sia un’azione isolata e che nel medio periodo non si dovrebbero registrare ulteriori correzioni, per non far scendere eccessivamente le borse ed i mercati finanziari.