Nonostante la
buona intonazione della Borsa americana, che ha aperto dopo aver appreso la notizia riguardante gli
aiuti stanziati dalla Casa Bianca al settore auto, i
mercati azionari europei, pur recuperando non sono riusciti ad invertire il segno negativo che si era impadronito dei listini sin dalla mattinata.
Se
Piazza Affari ha chiuso
contrastata con l’
S&P/Mib poco sopra la parità e il
Mibtel appena sotto, lo stesso non si può dire per le altre piazze affaristiche europee che hanno chiuso tutte in rosso:
Parigi –0,26%,
Francoforte –1,26% e
Londra –0,99%. I settori che hanno guidato i ribassi odierni sono stati quello delle
materie prime e quello
energetico, mentre hanno mostrato un buon andamento
tecnologici,
alimentari e
farmaceutici.
A
Piazza Affari si mette il luce il titolo
Unicredit, dopo la comunicazione di ieri riguardo ad un utile netto consolidato di circa 4 miliardi di euro nel 2008, e le smentite di una possibile uscita dell’amministratore delegato
Alessandro Profumo. Venduti a piene mani, invece, i petroliferi
Eni,
Saipem e
Tenaris, trascinati in basso dal
crollo del prezzo del petrolio,
sceso a New York sotto quota 34 dollari al barile. La caduta verticale delle quotazioni del
greggio è uno dei segnali che mettono in luce con chiarezza la portata della
crisi in cui versa l’intero sistema economico mondiale. Nemmeno il
taglio drastico alla produzione comunicato nei giorni scorsi dall'Opec sembra frenare la corsa al ribasso del
petrolio. Ritornano le
vendite anche
sui finanziari, appesantiti quest’oggi dalle revisioni al ribasso dei
target, comunicate da più di un istituto e dalle notizie provenienti dagli Stati Uniti dove è stato tagliato il
rating di
Citigroup, principale banca commerciale del paese. Tra gli energetici occhi puntati su
Terna e
Enel, i quali hanno siglato un accordo per la cessione a
Terna della rete di energia elettrica ad alta tensione di
Enel distribuzioni, per una cifra pari a 1,152 milioni di euro.
Intanto a
Wall Street continua l’effetto benefico innescato dall’annuncio dei fondi stanziati dal governo a sostegno del settore automobilistico. Acquisti sui titoli
General Motors e
Ford, due tra i destinatari dei soldi messi a disposizione della
Casa Bianca.