Scade oggi alle 15:50 l’ultimatum del Governo ai sindacati chiamati a dare una risposta definitiva per appoggiare il piano di salvataggio per Alitalia. Il termine è stato fissato ieri dal Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, dopoché il presidente della newco CAI (Compagnia Aerea Italiana) Roberto Colaninno ha minacciato il ritiro dell’offerta in caso di mancato appoggio da parte dei sindacati al piano di ristrutturazione proposto. Lo stesso Colaninno ha poi aggiunto che la risposta dei sindacati deve assolutamente pervenire entro oggi alle 16:00, ora in cui si riunirà a Milano l’assemblea della CAI per decidere se andare avanti con l’offerta. Il piano proposto dalla cordata di imprenditori prevede un aumento delle ore lavorative allo stesso regime salariale; per quanto riguarda invece gli esuberi, il numero si aggirerebbe intorno alle 3000 unità .
Alitalia rischia di divenire la prima grande compagnia aerea europea a fallire dopo i crolli di Swissair e Sabena nel 2001. Con perdite che da tempo si aggiravano intorno al milione di euro al giorno, Alitalia ha dichiarato insolvenza lo scorso 29 luglio per far si che si potesse mettere in atto il piano di salvataggio proposto dalla cordata di imprenditori italiani.
Le 4 maggiori sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl) hanno raggiunto, lo scorso 14 settembre, un accordo che includeva 1000 lavoratori in più rispetto al piano originale. Ieri, nel corso delle trattative, Cisl, Uil e Ugl hanno dato il loro appoggio al progetto di salvataggio. La Cgil, invece, ancora insoddisfatta dalle condizioni del salvataggio, intende aspettare fino alla fine per altri cambiamenti e concessioni. Fabrizio Solari, segretario della Cgil, ha reso noto che “se non cambia nulla”, il piano non sarà approvato. Intanto le altre sigle sindacali coinvolte, che rappresentano la maggior parte dei 7000 piloti e assistenti di volo, sono ancora sul piede di guerra dopo lo sciopero che ieri ha causato la cancellazione di 40 voli con tutti i conseguenti disagi per i passeggeri. Nemmeno le rassicurazioni di Colaninno, che ieri si è reso disponibile a distribuire il 7% dei futuri guadagni della compagnia ai lavoratori, sono state in grado di calmare le proteste. I piloti soprattutto dichiarano che 1000 esuberi su un personale composto da 2500 persone sono ingestibili. Il futuro di Alitalia è dunque appeso ad un filo sottilissimo, ma la conclusione della questione, qualunque essa sia è ormai molto vicina.