Oggi, nel corso di una riunione alla Commissione dei Servizi Finanziari della Camera, Ben Bernanke, il presidente della Federal Reserve, la Banca Centrale Usa, ha dichiarato che la nazionalizzazione di Fannie e Freddie potrebbe essere un’opzione nel lungo termine, da prendere in considerazione per ridurre i rischi a cui sono esposti i risparmiatori. Il numero uno della Fed ha poi continuato precisando che, nel breve termine, visti i bisogni espressi dal mercato immobiliare in questa fase, la soluzione migliore è quella di lasciare le due agenzie nella loro forma attuale, appoggiando, quindi, la posizione presa dal governo nei giorni scorsi.
“La sfiducia nei confronti di Fannie Mae e Freddie Mac è un ostacolo reale alla loro capacità di distribuire denaro, e il Congresso deve agire in modo da rassicurare gli americani circa la stabilità delle compagnie”. Con queste parole Bernanke ha sottolineato che una rinnovata fiducia dei cittadini è fondamentale per sia per il futuro degli istituti che per l’equilibrio del mercato dei mutui, in crisi profonda da ormai una anno.
“Più le loro azioni scendono, più è difficile che riescano ad accumulare capitale” continua Bernanke, “maggiori sono i debiti e maggiori saranno i costi richiesti per un prestito”. Il presidente ha poi affermato che Fannie e Freddie non sono a rischio di fallimento, e ha concluso invitando nuovamente il Congresso a lavorare con l’obiettivo di restaurare la fiducia degli americani.
Intanto i titoli Fannie Mae e Freddie Mac fanno registrare forti rialzi a Wall Street chiudendo con guadagni che superano il 30%. Tutto il comparto finanziario è stato molto attivo negli scambi odierni e ha riportato una delle sedute migliori di sempre.
Svolta epocale a Wall Street: Goldman Sachs e Morgan Stanley diventano banche commerciali
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