Con il prezzo del petrolio sceso vicino ai 120 dollari al barile per la prima volta negli ultimi 3 mesi, i mercati azionari europei hanno potuto avviare le contrattazioni della mattinata in maniera più distesa. C’è molta attesa per la decisione della Fed, che verrà comunicata nel pomeriggio, in materia di politica monetaria. Gli analisti danno per scontato che la linea adottata dalla Banca Centrale americana sia quella di mantenere invariato il costo del denaro mantenendo i tassi al 2%.
Fatta eccezione per Londra, dove l’indice Ftse100 ha aperto in leggera flessione, tutte le principali piazze di scambio in Europa hanno aperto con il segno più davanti. Parigi pare le contrattazioni in rialzo dello 0,5%, Francoforte guadagna lo 0,2%.
A Milano gli indici hanno iniziato la giornata con un andamento in deciso rialzo. In apertura il Mibtel guadagna lo 0,19%, mentre l’S&P/Mib è in rialzo dello 0,33%. Partenza in leggero rialzo anche per l’All Star (+0,07%). Tra i titoli maggiormente scambiati spicca il rimbalzo di Fiat (+1,7%), che comincia a beneficiare dei dati sulle immatricolazioni, passati ieri inosservati dagli investitori data la situazione completamente sfavorevole che si era venuta a creare. La casa automobilistica italiana ha subito un calo delle vendite del 5,5%, un dato confortante se confrontato con la flessione fatta registrare dall’intero mercato che si attesta a –10,9%. Continua il buon momento di Seat Pagine Gialle che dopo i rialzo di ieri, ha aperto oggi con ottimi guadagni. Piccolo rimbalzo per Luxottica (+0,2%) e Bulgari (+0,6%), tra i titoli più colpiti dalle vendite della vigilia.
Il calo delle quotazioni petrolifere ha avuto effetti negativi sui titoli del comparto energetico dove si registrano le vendite sui titoli Tenaris (-2,3%), Saipem (-1,8%) e Eni (-0,8%). In controtendenza Enel in rialzo dell’1,2%. Bene anche Lottomatica (+1,5%) e Intesa Sanpaolo (+1,6%).
Intanto sul fronte degli scambi monetari c’è da evidenziare il recupero che il dollaro sta effettuando sulla moneta unica. In attesa della decisione della Fed, la valuta americana trae vantaggio dalle quotazioni petrolifere in netto ribasso. Questa mattina l’euro era scambiato a 1,5534 dollari contro l’1,5618 di ieri. L’euro si è anche indebolito nei confronti della moneta asiatica, ed è scambiato a 167,84 yen.