Il 2008 volge ormai alla conclusione e si iniziano a tirare le somme di quello che è stato
uno degli anni peggiori nella storia degli scambi azionari. La seduta odierna (ultima dell’anno) si è conclusa con gli indici in rialzo su tutte le piazze europee e oltreoceano sembra che anche
Wall Street sia indirizzata verso la via del guadagno.
A
Milano, Mibtel ed
S&P/Mib hanno terminato l’ultima seduta del 2008 rispettivamente a +1,33% e +1,53%. Ancora una volta, tra i migliori si posiziona
Prysmian con un balzo in avanti di oltre 4 punti percentuali. Premiati anche
Mondadori,
A2a,
Atlantia e
Impregilo, mentre segno rosso per
Seat Pagine Gialle,
Intesa Sanpaolo,
Mediaset,
Saipem e
Banco Popolare.
Situazione analoga per le altre principali piazze affaristiche d’Europa:
Parigi +1,81%,
Francoforte +2,24% e
Londra +1,84%.
Il
comunicato di fine anno di Borsa Italiana, però, rivela i numeri di quello che si è rivelato come un anno da dimenticare per i
mercati azionari di tutto il mondo. Il 2008 è stato un anno che ha visto un
sostanziale dimezzamento della capitalizzazione di Piazza Affari: l’indice
Mibtel ha perso il 48,7% del proprio valore, mentre l’
S&P/Mib circa il 49,5%. Nel corso di quest’anno sono stati
bruciati circa 352 miliardi di euro, il che equivale a dire
circa un miliardo perso ogni giorno. Attualmente la capitalizzazione della
Borsa Valori di Milano ammonta a 378,8 miliardi di euro, una cifra che spaventa se messa a confronto con i 731 miliardi dell’anno scorso.
Gli
scambi di azioni sono
scesi, complessivamente
da 1572 a 1028 miliardi di euro, una diminuzione pari al 34,6%. In Europa
solo la Borsa di Amsterdam è riuscita a fare peggio di Piazza Affari, a causa della forte presenza sul mercato olandese di titoli bancari, i più venduti degli ultimi mesi.
Il 2008 è stato inoltre un anno record per la
volatilità degli indici, che hanno alternato pesanti ribassi a fortissimi rialzi. Il mese di ottobre, quando il crollo di
Wall Street si è abbattuto pesantemente sul mercato italiano, è stato il più volatile della storia della Borsa con un livello che ha raggiunto quota 69,1%. Non a caso la seduta con la variazione positiva più elevata è stata quella del
13 ottobre (+8,26%), mentre la peggiore è stata quella del
10 ottobre (-9,24%).
Tra i pochissimi titoli che sono riusciti a chiudere l’anno al primo posto si piazza
Bastogi (+47,9%) seguito da
Nova Re (+41,7%),
Landi Renzo (+38,9%) e
Ansaldo STS (+18,7%). Infine, l’anno nero della Borsa ha visto in calo del 4,6% il livello degli
scambi azionari, mentre sono cresciuti a due cifre gli scambi di
obbligazioni e
titoli di stato.