Si chiude con gli indici in territorio negativo la prima seduta di Borsa dopo le elezioni presidenziali americane. L’euforia dei giorni scorsi, scaturita proprio dall’attesa sulla scelta del nuovo presidente Usa, è svanita dopo la conferma di Barack Obama. Il mercato si interroga sugli effetti della vittoria del primo presidente afroamericano della storia. In Europa si riaffacciano i timori per la difficile congiuntura economica che vanno ad appesantire i mercati azionari. Domani Bce e Bank of England comunicheranno le rispettive decisioni in materia di politica monetaria, è quasi scontato un taglio ai tassi d’interesse.
Al termine di una seduta altamente volatile Londra ha perso il 2,34%, Parigi l’1,98% e Francoforte il 2,11%. A Piazza Affari, Mibtel ed S&P/Mib hanno chiuso, rispettivamente, a –1,21% e –1,44%. A livello settoriale i più colpiti dalle vendite odierne sono stati materie prime (-5,9%) ed energetici (-3,6%), penalizzati dallo scivolone fatto registrare dal prezzo del greggio che si è fermato a 65 dollari al barile.
Anche Wall Street inizia male la seduta post elettorale con gli indici appesantiti dai dati peggiori delle attese sui posti di lavoro nelle aziende private e sull’Ism servizi relativi al mese di ottobre, crollato a 44,4 punti contro i 50,2 di settembre. Le aziende continuano a pubblicare risultati trimestrali deludenti che danno il senso reale della crisi in corso.
Sul versante valutario si segnala l’indebolimento del dollaro scambiato a 1,30 contro l’euro dopo aver toccato un massimo di 1,3116.