Le Borse europee chiudono la seduta odierna ai minimi di giornata dopo che, nel pomeriggio, le notizie poco rassicuranti provenienti dagli Usa hanno accelerato il processo di vendite messo in moto sin dall’apertura. L’indice europeo Dow Jones Stoxx600 ha perso il 2,5%, che, tradotto in termini di soldi, significa circa 170 miliardi di Euro andati in fumo nella sola giornata odierna. Dall’inizio dell’anno le perdite sullo stesso indice salgono al 23% e vanno ad aggiungersi ad una situazione compromessa da un livello altissimo di inflazione e da una crescita economica fortemente rallentata.
I dati macro pubblicati in America prima dell’apertura di Wall Street hanno accentuato il nervosismo nelle varie sedi di contrattazione. I numeri hanno messo in risalto ancora una volta le pesanti difficoltà in cui versa il sistema economico Usa, dove i prezzi alla produzione sono cresciuti nuovamente raggiungendo i massimi livelli dal 1981, mentre i nuovi cantieri immobiliari, nonostante siano scesi meno delle previsioni, hanno toccato il livello minimo degli ultimi 11 anni. La crisi dei subprime, scoppiata più di un anno fa, ha messo in ginocchio il settore finanziario che sembra non trarre giovamento nemmeno dalle numerose manovre messe in atto dal governo Bush.
Dicevamo dell’ondata di vendite che ha investito i mercati finanziari di tutt’Europa, a Parigi l’indice Cac40 ha perso il 2,6%, a Francoforte il Dax30 ha chiuso a –2,3%, stesso risultato per l’Ftse100 di Londra. I settori maggiormente colpiti dalle perdite odierne sono bancario (-3,4%) e costruzioni (-3,8%), ma il ciclone di vendite ha interessato tutti i comparti escluso quello delle utilities che è riuscito a chiudere in parità. Le uniche notizie positive della giornata provengono dai risultati dell’indice Zew tedesco che misura le attese del settore finanziario in base all'andamento dell'economia europea. A sorpresa l'indice è sceso a -55,5 punti, contro i -62 stimati dagli analisti. Aumentano invece dell'8,9% i prezzi alla produzione nell'area tedesca su base annua; qui le previsioni indicavano un aumento del 7,5%.
Stessa situazione a Piazza Affari dove il Mibtel e l’S&P/Mib hanno ceduto, rispettivamente il 2,14% e il 2,11%. Si salvano solo utilities e petroliferi con i rialzi di Terna, Tenaris, Saipem e Snam Rete Gas. Sotto di oltre 5 punti percentuali Mediolanum, Buzzi Unicem e Italcementi. Pesanti perdite per Bulgari e Autogrill che hanno terminato rispettivamente a –4,7% e –4,4%. Superiori al 3% i ribassi per Fiat, Luxottica, Mediaset, Mediobanca e Intesa Sanpaolo. Da segnalare il –11% di Seat Pagine Gialle dopo il forte recupero avviato dal titolo a metà luglio.
In rosso anche Wall Street dove continuano a perdere terreno i finanziari. Oltre a Merrill Lynch, Citigroup e Morgan Stanley, le vendite si sono concentrate sul titolo del colosso assicurativo Aig dopo che Goldman Sachs ha avanzato ipotesi di ricapitalizzazione per il gruppo.