È durata poco l’euforia per la vittoria di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti. La preoccupazione per la salute dell’economia mondiale torna ad essere la protagonista sui mercati azionari di tutto il mondo. Ieri Wall Street ha chiuso la seduta con il Dow Jones in discesa di 5 punti percentuali. Ai timori di recessione si sono aggiunti alcuni dati macro poco confortanti che dipingono uno scenario completamente negativo; nel mese di ottobre le aziende private Usa avrebbero dovuto tagliare 157 mila posti di lavoro, mentre le attese parlavano di circa 100 mila unità. Nella notte anche i mercati asiatici hanno fatto registrare performance negative. A Tokyo l’indice Nikkei ha perso il 6,5%, segnando il peggior risultato delle ultime due settimane.
In Europa i mercati hanno aperto le contrattazioni con gli indici abbondantemente sotto la parità. Gli investitori attendono con trepidazione le decisioni di Bce e Boe (Bank of England) in materia di politica monetaria; dopo che la Fed americana e la Bank of Japan hanno comunicato il taglio ai tassi d’interesse, anche gli istituti centrali del Vecchio Continente dovrebbero orientarsi in questa maniera.
Come era successo ieri i settori più penalizzati dalle vendite sono quello energetico, a causa della discesa del prezzo del greggio questa mattina a 64,55 dollari al barile, e quello delle materie prime. In Italia Tenaris è tra peggiori del listino, ma le vendite interessano anche i titoli bancari, dove spicca ancora una volta la debolezza di Unicredit. Il presidente Berlusconi ha dichiarato che la settimana prossima sarà pronto il pacchetto economico del governo a favore di banche, imprese e famiglie, con il quale si cerca di tamponare gli effetti negativi della crisi economico-finanziaria in corso.