La notizia che in America si sta per approvare il piano governativo di sostegno al sistema finanziario ha avuto l’effetto sperato, visto l’andamento odierno dei mercati azionari in Europa e Usa. Le Borse europee chiudono la settimana in rialzo sostenute da un comparto bancario che intende mettersi alle spalle le preoccupazioni dei giorni scorsi. Lo slancio per l’ottima prova odierna deriva dall’approvazione della Commissione Europea al salvataggio della tedesca Hypo Real Estate, oltre che dall’accordo stipulato negli Stati Uniti per l’acquisizione di Wachovia da parte di Wells Fargo, la quale tra l’altro ha reso noto che l’operazione non richiederà nessun intervento da parte delle attività federali. La trattativa è comunque ostacolata da Citigroup, che solo la scorsa settimana aveva raggiunto un accordo per l’acquisto delle attività bancarie di Wachovia, ed ora ritiene invalida l’intesa con Wells Fargo.
In Europa si diceva della grande prova dei bancari che, nella sola giornata odierna, avanzano del 6,18% sull’indice di riferimento Dow Jones Stoxx600. A Parigi il Cac40 guadagna il 2,9%, il Dax di Francoforte chiude a + 2,4%, mentre l’Ftse100 di Londra avanza del 2,3%.
A Piazza Affari salto in alto di Unicredit (+9,6%), uno dei più colpiti dai ribassi della settimana. Il titolo della Banca di piazza Cordusio è stato favorito anche dalle parole di Paolo Fiorentino, ex amministratore delegato del gruppo, secondo cui l’istituto gode di buona salute, al di là del crollo in Borsa. Acquisti anche sui titoli delle altre banche principali: Banca Popolare di Milano, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare, Ubi Banca e Monte dei Paschi di Siena. Positivo anche il settore assicurativo con Mediolanum a +3,7% e Fondiaria-Sai a +2,3%. La volatilità delle quotazioni petrolifere, prima scese a 92 dollari al barile e infine attestatesi a 96 dollari, si riflette sui titoli energetici che comunque riescono a portare a casa discreti risultati: Snam Rete Gas +2,8%, Eni +1,79%, Saipem +0,6%. Male le Fiat (-1,3%) dopo le parole dell’ad Marchionni, il quale ha confermato gli obiettivi per il 2009, ma ha anche messo in guardia dai pericoli del rallentamento economico. Proprio i timori legati alla situazione economica mondiale hanno trascinato in basso i titoli del lusso con Bulgari a –1,2%.