Seduta negativa quella odierna sul fronte europeo. Tutte le principali piazze affaristiche hanno chiuso con i conti in rosso. Le perdite maggiori sono per Madrid che ha ceduto oltre 2 punti percentuali. I fattori che hanno contribuito maggiormente all’andamento negativo sono il calo dei titoli energetici e i dati sulla fiducia delle imprese, che ha toccato il livello minimo da Ottobre 2001.
Nel pomeriggio i dati deludenti delle trimestrali di Xerox, Kimberly-Clark, Ford e Dow Chemical, provenienti dagli Stati Uniti hanno incrementato il processo negativo.
A Milano le perdite sono state contenute grazie alla prova robusta del comparto bancario che continua con il suo percorso in recupero. L’indice Mibtel ha chiuso con un passivo dell’1,06%, mentre l’S&P/Mib ha ceduto lo 0,61%. Anche a Piazza Affari, come nel resto d’Europa le vendite hanno riguardato soprattutto il settore energetico. Saipem non ha retto alla debolezza del comparto nonostante i nuovi ordini in Arabia Saudita e Nigeria, il titolo ha chiuso a –4,50%. Pesanti le perdite anche per Tenaris (-4,84%), Eni (-2,38%), Erg (-4,87%), Saras (-3,05%). Negativo anche il comparto auto che ha accelerato verso il basso dopo l’apertura di Wall Street e il conseguente crollo del titolo Ford. Ad appesantire la situazione, inoltre, l’annuncio di Renault riguardante i tagli al personale. Il settore auto ha perso oltre 5 punti percentuali sull’indice europeo Dj Stoxx 600, appesantito dal –3,9% di Renault, -9,8% di Daimler (che oggi ha reso noto i dati degli utili in calo), -6,8% di Peugeot. In italia il titolo Fiat, dopo l’exploit di ieri, si mette in linea con le perdite del settore e chiude a –4,82%.
Si diceva della buona prestazione dei titoli bancari che hanno, in parte, sostenuto le perdite sul mercato italiano. Buoni i guadagni ottenuti da Intesa Sanpaolo (+3,39%), Banca Popolare di Milano (+0,56%) e Unicredit (+0,47%). Da evidenziare però il –5,83% di Italease che ha trascinato giù anche Banco Popolare (-2,53%).
Intanto a New York i listini continuano l’andamento in discesa, zavorrate dalla discesa di Ford, che, dopo aver rivelato la perdita di circa 9 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre, sta perdendo, in questo momento circa il 10%. Pesano sui listini l’aumento dei sussidi di disoccupazione e i dati relativi alla compravendita di abitazioni, che hanno fatto registrare una nuova flessione.