“La nuova Alitalia potrebbe decollare già a dicembre”, annuncia Rocco Sabelli, amministratore delegato della Cai, il quale considera chiuso il dialogo con i sindacati. La Cai, dunque, forte dell’accordo raggiunto con i sindacati confederali e la Ugl, ha deciso di continuare per la sua strada nonostante il rifiuto delle sigle sindacali autonome che rappresentano la maggior parte dei piloti e degli assistenti di volo Alitalia. Ieri, dopo il secco “no” di Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav, la cordata di imprenditori aveva deciso di ritirare l’offerta di acquisto per la compagnia di bandiera, per la quale si era spalancato il baratro del fallimento. Poche ore dopo, comunque, la notizia è stata smentita dalla presa di posizione della Cai, che, tornata sui suoi passi, ha presentato la proposta al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi.
Sul fronte sindacale, intanto, le sigle che non hanno aderito all’accordo rimangono ferme sulle proprie posizioni. È prevista per domani un’assemblea dei lavoratori all’aeroporto di Fiumicino, durante la quale si cercherà di concordare un piano d’azione comune. Non si escludono iniziative dure di lotta sindacale, e il ricorso al giudice del lavoro per stabilire la validità degli accordi Cai. Piloti e assistenti di volo contestano il fatto che, diversamente da quanto stabilito il 29 settembre, non ci sono state revisioni al piano presentato da Cai. Altre polemiche sono nate dopo le parole del presidente della nuova società, Roberto Colaninno e dell’ad Sabelli, i quali hanno parlato di ricorso alla “chiamata nominale”, nel caso in cui la posizione ostruzionista delle 5 sigle sindacali non dovesse attenuarsi.