Titoli.com » News

CREDIT DEFAULT SWAP: IL MONELLO ....PARTE SECONDA! ( Aggiornato)

Poker e scommesse - Casino.it
Martedì, 09 Febbraio 2010 alle 03:00
Parliamo di : Credit Default Swap | sole24ore | Nemesi | Crisi | Mercati | Trai | Germania | Fuga | Diritto | Isabella |

 
 
 
 
Nel frattempo,  guarda cosa è accaduto, anche grazie a paure mai sopite, paure improvvise, alimentate dal panico, ma anche da qualche monello che lancia CDS senza averne il diritto o l'esigenza. " Mercati in fuga dai bond a breve I timori sul debito si scaricano sulle scadenze ravvicinate mentre tengono quelle lunghe... " scrive Isabella Buffacchi sul Sole24Ore. In questo bel articolo, oltre a spiegare i meccanismi delle aste di stato e i rischi ad esso connessi, ci racconta che...
 
" Per valutare il rischio-sovrano si usa il differenziale del rendimento tra i titoli di Stato oppure il costo dei credit default swap. Che differenza c`è tra questi due termometri? Il mercato dei titoli di Stato è il più liquido trai prodotti obbligazionari, vi partecipa un gran numero di trader, banche e investitori. In giornate di alta tensione, però, anche i bond governativi soffrono di scarsa liquidità. I cds sono un mercato derivato poco trasparente, i prezzi sono spesso stabiliti da un gruppo ristretto di operatori: sono una sorta di assicurazione contro il default e il premio sale  quando aumenta il rischio ma anche quando cresce la domanda di chi vuole assicurarsi, come per il rischio-Germania in questi giorni.
 
Quindi chi, se non la speculazione, come abbiamo visto in " IL MONELLO " si sta divertendo a rompere le vetrine europee, in attesa che passi il famoso vetraio, per caso, al di la della reale situazione di alcuni paesi. Ma questa non è altro che la nemesi di questa crisi che prosegue, nessuno ha voluto o potuto mettere mano a questi strumenti di distruzione di massa e allora, ecco la storia, puntuale che bussa, per tutti coloro che dimenticano il passato, il nome di un becero libero mercato.
 
Vi ricordate... IL CASTELLO DI CARTA  che abbiamo esplorato insieme!
 
Quanti sono quelli che hanno evidenziato come noi, il paradosso della speculazione, alimentata dagli stessi stati sovrani, dalle politiche monetarie, il grande gioco dei credit default swap.
 
Date un'occhiata a cosa dice Stiglitz, sulla Stampa ...
 
«E' un paradosso assurdo, da voi in Europa - si infervora Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’Economia 2001 - una ironia della storia. Non lo vede? I governi hanno contratto molti debiti per salvare il sistema finanziario, le banche centrali tengono i tassi bassi per aiutarlo a riprendersi oltre che per favorire la ripresa. E la grande finanza che cosa fa? Usa i bassi tassi di interesse per speculare contro i governi indebitati. Riescono a far denaro sul disastro che loro stessi hanno creato».
 
Ecco chi sta speculando contro gli Stati! Non ci voleva poi tanto, peccato che in America, questa speculazione, abbiano preferito alimentarla, sia la Federal Reserve, sia il Governo Americano, dichiarando poi la propria presunta ingenuità, abbracciando la rivolta di popolo. Probabilmente non vi è alcuna regia, dietro questa strategia, ma a pensare male, spesso non si sbaglia affatto.
 
E come ci ricorda, Vittorio Carlini, non solo le affermazioni del Financial Times, sono alquanto semplicistiche, ma sembrano decisamente interessate ad allontanare la canna del gas, che il Regno Unito, assapora con un rapporto debito pubblico e privato sul PIL del 449 %, esploso negli ultimi anni.


" Il debito pubblico degli stati: è questo l'incubo, già ampiamente previsto, degli investitori, e non solo. I quali, dopo lo scoppio dell'affaire Grecia, si domandano: chi sarà il prossimo stato a dubbio d'insolvenza? Per il Financial Times, che non disdegna un po' d'alterigia anglosassone, la risposta è semplice: i rischi, soprattutto in chiave Euro, arrivano da Spagna e Italia. Un'affermazione che, a ben vedere, è troppo semplicistica."


 
Lo scrive a chiare lettere anche Gillian Tett, uno dei miei giornalisti preferiti, guarda caso sullo stesso Financial Times che continua a scorgere pagliuzze negli occhi altrui.
 
Più che mi avventuro, nei dettagli della regola di Volcker, più mi rendo conto che è come una rete per pesci dalle maglie, alquanto larghe.
 
Che non sia un problema di " sistema bancario ombra" come ci racconta  Yves Smith, nel cui post, vi sono molte interessanti visioni.
 
Nel frattempo questo è lo schema attuale del modello di business finanziario fallito!
 
Picture 34
 
 
Qui invece, potete osservare dove stanno le maglie della rete allargate.
 
|Picture 37
 
 
Lo scorso ottobre, la senatrice Maria Cantwell, senza minimi termini, accusò la nuova legislazione sui derivati, approvata dai comitato dei servizi finanziari.
 
" ...un progetto di legge, che ha presumibilmente una nuova regola, ma che ha cosi tante lacune, che la scappatoia si mangia la regole. Vogliamo dire che abbianmo la trasparenza e la regolamentazione, ma che continuerà ad avere lacune. La legislazione vigente, con le sue lacune, sarebbe effettivamente migliore di questa, che sembra intenzionata promulgare e continuare il problema. Il dipartimento del tesoro, dovrebbe vergiognarsi di se stesso. L'idea che la normativa proposta, migliora il problme, è un miraggio. E' un atto di commissione, che è molto, molto pericoloso per il futuro del nostro sistema."
 
Sino a quando non si comprenderà che l'uso "speculativo" dei derivati è un'autentica mina vagante per l'economia e i mercati, sino a quando non si riuscirà a distinguere tra  derivati di copertura e gestione del rischio e derivati che producono il rischio e lo amplificano alla leva demenziale, nessuna speranza di uscire dalla madre di tutte le crisi.
 
Scommettiamo che la prossima crisi sistemica arriverà grazie ai derivati ed in particolare ai credit default swap, mica il contribuente americano e la  FED riusciranno a salvare le mille AIG in circolazione.
 
Come scrive Mario Margiocco un simpatico senatore del Nebraska, in vena di umorismo, cercando di mettere in difficoltà Volcker, sollevava il dubbio se la sua "regola" avrebbe evitato la madre di tutte le crisi.
 
Volcker rispondeva con un principio: occorre fare in modo che il contribuente non debba essere chiamato a coprire gli errori dell'attività speculativa. Ma era un dialogo tra sordi. Alla fine Volcker dichiarava, rivolto a Johannes e a tutti, e senza ombra di ironia: «Se le istituzioni saranno lasciate libere di speculare, io forse non vedrò la prossima crisi, ma è certo che la mia anima tornerà a tormentarvi».
 
Un autentico mito vivente, Paul Volcker, in attesa della prossima crisi sistemica! 

 
A proposito di AIG, date un'occhiata a questo articolo di Mario Platero  sulla "banca di dio", Goldman Sachs, altro che monelli innocenti, questi erano professionisti di guerre finanziarie. 
 
Lo so che è un rilievo ingenuo, ma se qualcuno si prendesse la briga di controllare, i volumi dei derivati ad esclusivo trasferimento del rischio, noterebbe che sino alla scorsa estate, il volume dei CDS è stato di ben quattro volte superiore alle obbligazioni e ai mutui di riferimento.
 
Chi pensate che abbia alimentato il più imponente "rimbalzo del gatto morto" della storia dei mercati finanziari, chi pensate che abbia alimentato la nuova ondata di speculazione fine a se stessa. Attenzione, c'è ancora tempo prima della madre di tutti i "reversal della storia", state pur certi che l'intervento divino, eviterà temporaneamente, una nuova ondata di consapevolezza fondamentale.
 
Fly to quality, sia chiama la nuova moda, verità figlia del tempo, come la fine del dollaro, urlato a più non posso, rivelatosi, un boomerang esemplare.
 
Archimede in " La legenda della leva finanziaria " contribuirà a dissipare molte delle nebbie che circondano questa crisi epocale, mentre nel post precedente, abbiamo esplorato le ultime notizie dal mercato del lavoro americano. 
 
Aggiornamento 08.02.2010 ore 23.40
 
In questo bel articolo di Vittorio Carlini, apparso sul SOLE24ORE che aiuta a comprendere anche altri risvolti del misterioso mondo dei CDS, della dinamica che accompagna i mercati, un pezzo di Icebergfinanza, passa in prima pagina.   
 
(...) Certo, la loro utilità non è irrilevante. Ma il loro "messaggio" deve essere maneggiato con cura, soprattutto perché sono trattati sui mercati Over the counter, cioè mercati opachi. In tal senso è interessante notare che al 30 settembre 2009, negli Stati Uniti, il 96% dei contratti swap (in cui sono ricompresi i Cds) era intermediato (come fa peraltro notare il blog IcebergFinanza) da solo cinque banche: JpMorgan, Bank of America, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup. Il dato, pubblicato dall'Office of the comptroller of the currency, è riferito ad un valore nominale di oltre 172 triliardi di dollari. Una cifra incredibile che, se ovviamente nulla dice rispetto all'operatività di queste banche, la pulce nell'orecchio sulla possibilità di trading con i Cds la mettono. Insomma, di recente si è parlato della possibilità che sui Cds siano state svolte operazioni speculative, assolutamente lecite per carità, ma con la conseguenza che le loro quotazioni siano diventate meno attendibili.

«In effetti - dice Sergio Pigoli, di Pigoli consulenza - si tratta di derivati, scambiati su piattaforme che richiederebbero più trasparenza, oggetto di attività di trading da parte degli istituti finanziari. I quali, se pensano che la quotazione dello swap possa salire, comprano grandi spezzature del contratto. Quest'ultimo, che già cresce sull'onda delle cattive notizie sullo di salute del debito sovrano, avrà l'ulteriore spinta dall'attività d'acquisto». Togliendo così, quel valore di prova "certa" sulla situazione del debito dello stato. «Inoltre - dice Pigoli- non va dimenticato un altro aspetto». Vale a dire? «Proprio la concentrazione in poche mani dei contratti swap espone questi istituti ad un grande rischio: l'eventuale insolvelza degli emittenti che provocherebbe danni non da poco ai bilanci. Insomma, la riforma di questo settore della finanza, tanto evocata dallo stesso Paul Volcker, è necessaria». E forse, i cds dovrebbero essre meno considerati la pietra filosofase che tutto dice sul debito sovrano degli stati.

 
Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto 
 
Icebergfinanza come un cantastorie che si  esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!   
La "filosofia" di  Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!   
Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ..........
 

 

Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (14)


Tag: credit default swap, manipolazioni di mercato


Cita il post nel tuo blog     Segnala il post     Aggiungi su del.icio.us     Aggiungi su digg.com     Aggiungi su Google     Aggiungi su Yahoo     Aggiungi su Technorati     Aggiungi su Badzu     Aggiungi su Facebook     Aggiungi su OKNOtizie     Aggiungi su Twitter     Aggiungi su Windows Live     Aggiungi su MySpace




icerbergfinanza
Letto 18 volte

Inserisci un commento all'articolo

Il nome che visualizzerai nel commento

L'email non verrà pubblicata, inserirne una valida per confermare il commento, i commenti non confermati verranno eliminati dopo 24 ore.

Informativa Privacy (art.13 D.Lgs. 196/2003): i dati che gli utenti del sito conferiscono all’atto della loro iscrizione sono limitati all’ indirizzo e-mail e sono obbligatori al fine di ricevere la notifica di pubblicazione di un commento.
Le opinioni ed i commenti postati dagli utenti e le informazioni e dati in esso contenuti non saranno destinati ad altro scopo che alla loro pubblicazione sul sito; in particolare, non ne è prevista l’aggregazione o selezione in specifiche banche dati. Eventuali trattamenti a fini statistici che in futuro possa essere intenzione del sito eseguire saranno condotti esclusivamente su base anonima. Mentre la diffusione dei dati anagrafici dell’utente e di quelli rilevabili dai commenti postati deve intendersi direttamente attribuita alla iniziativa dell’utente medesimo, garantiamo che nessuna altra ipotesi di trasmissione o diffusione degli stessi è, dunque, prevista. In ogni caso, l’utente ha in ogni momento la possibilità di esercitare i diritti di cui all’ art. 7 del D.Lgs. 196/2003.
Per ulteriori informazioni leggere le note nella pagina privacy
Dati forniti da Yahoo! Finanza
Grafico intraday
FTSE MIB +1,37% 22926,03 17:31
FTSE ITALIA ALL-SHS +1,25% 23333,51 17:40
FTSE ITALIA STAR +0,01% 11115,78 17:40
NASDAQ-100 +0,50% 1791,91 23:30
Dow Jones Industrial +0,22% 10388,90 22:14

Glossario