Aprono in forte calo le Borse del Vecchio Continente nella prima seduta dopo le misure anti-crisi varate dai governi europei, e dopo l’approvazione del piano di salvataggio Usa. Già durante la notte si era capito che l’impegno dei vari governi per arginare i pericoli della crisi non aveva sortito gli effetti sperati, i mercati asiatici, infatti, avevano reagito con prestazioni deludenti e perdite consistenti.
Il governo tedesco ha deciso di garantire tutti i costi bancari detenuti da privati e, inoltre, ha iniettato 50 miliardi di euro nelle casse di Hypo Real Estate per impedire il fallimento del quarto istituto bancario del paese. E’ stata inoltre diffusa la notizia che in Francia Bnp Paribas ha acquisito il 75% del gruppo belga-olandese Fortis. Intanto in Italia dopo il Cda straordinario convocato ieri, i vertici di Unicredit hanno annunciato aumenti di capitale per 6,6 miliardi di euro.
Il nervosismo regna sovrano nelle varie sedi di contrattazione e gli indici di Borsa fanno registrare perdite molto pesanti già dalle primissime battute. A Parigi il Cac40 perde oltre il 4,5%, il Dax di Francoforte segna in avvio –4,5%, mentre l’indice Ftse100 di Londra riesce a fare peggio di tutti cedendo 5 punti percentuali. A Piazza Affari Mibtel e S&P/Mib perdono il 3,5%.
In subbuglio il settore bancario dove si registrano perdite gravissime in Germania: Hypo Real Estate –50% e Commerzbank –20%. In Italia parte male Unicredit (-11%) dopo l’aumento di capitale. Nel corso di una conferenza telefonica l’ad della banca di piazza Cordusio, Alessandro Profumo, parla di crisi senza precedenti dal 1929: “Abbiamo fatto errori di valutazione…sottovalutato le condizioni del mercato, e il ritorno alla normalità probabilmente richiederà più di quanto atteso”. Le perdite comunque riguardano tutti i settori, scorrendo la lista dei titoli di Piazza Affari pochissimi segni positivi balzano all’occhio. L’Euro continua il suo cammino in discesa e tocca i minimi degli ultimi 13 mesi a quota 1,3577 sul dollaro e 140,25 sullo yen. In calo anche il prezzo del petrolio scivolato sotto i 90 dollari al barile.