Secondo gli ultimi dati del Dipartimento del Lavoro USA, il tasso di disoccupazione è diminuito da 10% al 9.7%. Alla notizia che 541.000 americani in più hanno trovato lavoro a gennaio, John Silva, capo economista di Wells Fargo, risponde che si tratta di un risultato "coerente con il continuo miglioramento del mercato del lavoro". Il dato però è in gran parte il risultato di aggiustamenti stagionali senza i quali non sarebbe stato positivo
Il dato sull'occupazione degli Stati Uniti in gennaio invia segnali difficili da interpretare, sospesi tra l'ottimismo per i miglioramenti evidenziati e il timore che questi poggino su un terreno troppo fragile. Secondo il dipartimento del Lavoro americano, il tasso di disoccupazione è passato dal 10% al 9,7% il mese scorso, il livello più basso da agosto 2009. Il dato è stato ottenuto tramite uno studio del dipartimento, che ha mostrato come 541.000 americani in più hanno trovato lavoro il gennaio. Ma è in gran parte il risultato di aggiustamenti stagionali senza i quali non sarebbe stato positivo. Una ricerca effettuata su un campione separato, ha mostrato infatti che i datori di lavoro hanno soppresso 20.000 posti di lavoro. La Casa Bianca ha detto che si tratta comunque di "segnali incoraggianti". Sono queste le parole usate da Christina Romer, presidente del Council of Economic Advisors, tra i principali consiglieri del presidente Barack Obama. È comunque troppo presto per gli eccessi di ottimismo. Romer ha detto che andando avanti "ci saranno ancora ostacoli sulla strada".
Secondo John Silva, capo economista di Wells Fargo, i dati di fanno comunque ben sperare. "La gente semplicemente ha trovato lavoro", ha detto, e questo è "coerente con il continuo miglioramento del mercato del lavoro".
Il dipartimento ha però rivisto alcune cifre, mostrando un quadro peggiore di quanto reso noto in precedenza: da quando la recessione è iniziata in piena era Bush, nel dicembre 2007, l'economia ha perso 8,4 milioni di posti di lavoro, e non 7,2 milioni come era stato detto. Si tratta della più alta percentuale di posti di lavoro persi tra qualsiasi recessione avvenuta negli Stati Uniti dalla Seconda Guerra Mondiale.
Gli analisti ritengono che l'economia possa generare tra 1 o 2 milioni di posti di lavoro quest'anno, e che ci vorranno dai tre ai quattro anni perché il mercato del lavoro torni vicino alla normalità. I posti di lavoro perduti in gennaio sono stati comunque la cifra più piccola dall'inizio della recessione, e sono cifre quasi positive rispetto ai drammatici 779.000 posti perduti in gennaio 2009, ancor prima che Obama divenisse presidente.
non verranno chiarite le imprese, in particolare quelle piccole, saranno restìe a fare nuove assunzioni", ha detto Hank Smith, capo degli investimenti a Haveford Investments. ( Fonte. americaoggi.info)
Redazioneonline- Osservatorio Internazionale
FTSE MIB
|
+1,37% | 22926,03 | 17:31 |
FTSE ITALIA ALL-SHS
|
+1,25% | 23333,51 | 17:40 |
FTSE ITALIA STAR
|
+0,01% | 11115,78 | 17:40 |
NASDAQ-100
|
+0,50% | 1791,91 | 23:30 |
Dow Jones Industrial
|
+0,22% | 10388,90 | 22:14 |