Apertura pesante su tutto il territorio europeo dopo la caduta di Wall Street e le perdite registrate in nottata sui mercati asiatici. La situazione economica mondiale si fa sempre più complicata e il rapporto diffuso nel pomeriggio di ieri dal Fondo Monetario Internazionale mette in guardia dai pericoli provenienti da un settore, quello bancario, sempre più a rischio. Il livello elevato di inflazione rallenta ulteriormente la debole crescita economica e, di conseguenza, restringe i guadagni. A peggiorare le cose il nuovo aumento del petrolio che, dopo un periodo di ribassi, questa mattina è salito sopra quota 125 dollari al barile.
UBS AG, la banca europea che ha subìto maggiormente il contagio dei subprime, e Barclays sono cadute in basso dopo l’annuncio di Merrill Lynch che ha riportato una svalutazione pari a 5,7 miliardi di dollari. La Commonwealth Bank of Australia ha guidato il ribasso delle Borse asiatiche. Toyota è scivolata verso il basso dopo aver annunciato un taglio nelle stime di vendita. Akzo Nobel NV, colosso attivo nel campo delle vernici e dei rivestimenti quotato sul mercato olandese, ha abbassato le sue prospettive di guadagno a causa degli alti costi e del calo della domanda proveniente dagli Stati Uniti.
L’indice MSCI World perdeva lo 0,5% in apertura di seduta a Londra, 9 aziende, sulle 10 del listino hanno aperto in ribasso. I Futures sullo Standard $ Poor’s registravano un rialzo inferiore allo 0,1%. Il Dow Jones Stoxx 600, indice che raggruppa i titoli delle principali aziende dei 18 paesi dell’area euro, perde più di 1 punto percentuale, mentre l’indice di riferimento per l’Asia, l’MSCI Asia Pacific è sceso dell’1,8%.
La seduta di ieri a New York è stata segnata pesantemente dal ribasso del settore finanziario. La crisi del settore immobiliare americano sembra non dare segni di miglioramento e il suo influsso condiziona gli scambi azionari a livello mondiale. In nottata i mercati asiatici sulla scia di Wall Street hanno chiuso con gravi perdite, a Tokyo il Nikkei ha ceduto l’1,5%.