L’economia europea ha subìto una contrazione nel secondo trimestre per la prima volta da quando è stata istituita la moneta unica. L’indebolimento degli investimenti e delle vendite nei paesi appartenenti all’area Euro è la principale causa del dato negativo diffuso in mattinata. L’aumento vertiginoso dei prezzi di carburante e materie prime ha ridotto notevolmente il potere d’acquisto di aziende e semplici cittadini.
Il Pil nell’area Euro è sceso dello 0,2% nel secondo trimestre rispetto ai primi 3 mesi dell’anno, quando si era registrata una crescita dello 0,7%. Il dato è stato diffuso in mattinata dall’Ufficio Statistico della Comunità Europea. Indicazioni in merito si erano avute nei giorni scorsi con l’arretramento del Pil di Germania (-0,5%) e Francia (-0,3%). Anche l’Italia ha visto il Prodotto Interno Lordo in calo nel 2° trimestre dell’anno (-0,3%). Gli altri paesi appartenenti all’area Euro, sebbene abbiano presentato dati positivi, hanno messo in evidenza una crescita economica molto rallentata. Solo il Portogallo ha mostrato un’economia in crescita, dal –0,1% del 1° trimestre è passato al +0,4% del 2°.
I consumi sono scesi in Europa dello 0,9%, il settore più colpito è quello automobilistico in flessione del 4%. I cali sono da attribuire ad una situazione salariale bloccata ai livelli degli anni ’90 e ad una
disoccupazione che è tornata a crescere leggermente. La
produzione industriale ha subìto un calo dello 0,6% con una conseguente discesa degli investimenti. I fattori sopra descritti giustificano pienamente il
pessimismo degli analisti, le cui previsioni per i prossimi mesi non sono affatto incoraggianti. La scorsa settimana
il presidente della Bce Jean Claude Trichet ha parlato di una crescita economica "particolarmente debole" nella seconda metà del 2008, e molti economisti continuano a denunciare il rischio di recessione per i paesi della zona
Euro.
Tuttavia il rallentamento economico non è limitato solo al Vecchio Continente. Negli Stati Uniti, la più vasta economia su scala mondiale, secondo le ultime previsioni la crescita della seconda metà dell'anno si aggirerebbe intorno allo 0,7%, circa la metà del livello del primo semestre. In settimana la Bank of England ha rivisto al ribasso le previsioni per la crescita economica inglese, il Giappone sembra essere ad un passo dalla recessione, mentre la Cina ha annunciato proprio oggi che la crescita industriale del paese e ai minimi livelli degli ultimi 17 mesi.