Secondo il World Economic Outlook, documento redatto dal Fondo Monetario Internazionale, in America il rischio recessione si fa di giorno in giorno più concreto. La crisi che sta scombussolando i mercati azionari di tutto il mondo rappresenta un seria “minaccia per la crescita economica globale”; nonostante l’impegno che governi e istituti centrali hanno dimostrato con l’attuazione di misure straordinarie, non è escluso che la crisi possa colpire direttamente l’economia reale. Sempre nel documento si legge che quello che stiamo vivendo è il peggior momento per i mercati finanziari dagli anni ’30. Con le gravi difficoltà che si trovano ad affrontare gli istituti bancari, aumenta considerevolmente il pericolo di un grave rallentamento economico. Se l’America viaggia verso la recessione, in Europa, stando a quanto riferito dal Fmi, la situazione appare meno grave. “La solida posizione economica delle famiglie offre protezione contro una seria recessione”, inoltre, il sistema bancario del Vecchio Continente appare più solido e meno esposto dal punto di vista dei mutui ipotecari.
Tutto questo mentre in America l’approvazione del piano di salvataggio varato dal Tesoro è molto più vicina dopo che, la scorsa notte, c’è stato il via libera del Senato. In Europa, intanto, la Bce ha reso noto che il tasso di riferimento del 4,25% è rimasto invariato, una decisione che era stata ampiamente prevista dagli economisti. Il numero uno della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, ha poi lanciato un grido d’allarme sulla situazione economica del Vecchio Continente. Un’economia, quella di Eurolandia, che si sta indebolendo ed è sempre più dominata dall’incertezza.
Le parole di Trichet sono subito piombate come un macigno sui mercati azionari di tutt’Europa che, complice anche l’andamento negativo di Wall Street, hanno visto andare in fumo tutti i guadagni della mattinata. L’Euro, già debole nei confronti del dollaro, ha continuato a perdere terreno portandosi a quota 1,37. Anche Piazza Affari, dopo l’ottima prova offerta nella mattinata, chiude con gli indici in rosso sui timori per il forte rallentamento economico.