La prima seduta di Borsa dopo l'approvazione negli Usa del piano Paulson e le misure straordinarie dei governi europei mette in luce la reale gravità della crisi che sta mettendo in ginocchio il sistema finanziario mondiale. Iniziata lo scorso anno negli Stati Uniti con lo scoppio del caso dei mutui "subprime", la crisi creditizia delle banche Usa ha investito, in breve tempo, l'intero sistema finanziario e si è abbattuta sui mercati finanziari di tutto il mondo che stentano a riconquistare la fiducia degli investitori. In Europa la seduta odierna ha rappresentato una vera e propria disfatta, l'indice Dow Jones Stoxx600, che tiene sotto controllo l'andamento dei principali titoli del Vecchio Continente, ha subìto una flessione del 7,23% (una delle peggiori prestazioni di sempre), che, tradotto in termini monetari, significa aver bruciato circa 400 miliardi di euro di capitalizzazione. Una vera e propria tempesta di vendita si è abbattuta sui mercati di tutt'Europa, spinti al ribasso anche dall'andamento in netto ribasso di Wall Street, che ha aperto subito in calo del 4%. Il panico che si è impossessato, sin dalle primissime battute, degli investitori europei, ha portato le Borse ad accusare perdite anche superiori ai 9 punti percentuali. Parigi scende del 9,04%, il Dax di Francoforte si è fermato a -7%, mentre a Londra gli indici sono scesi di oltre 8 punti percentuali. Era dal 1987 che non si prospettava uno scenario tanto avvilente. Stessa situazione a Piazza Affari dove Mibtel ed S&P/Mib hanno chiuso in calo dell'8,24%, un risultato peggiore di quello ottenuto dopo il crac dei mercati azionari seguito al crollo delle Torri Gemelle l'11 Settembre del 2001. Bancari sotto shock e al centro dal panic-selling che ha animato il lunedì di Borsa. Unicredit, che dopo essere stata sospesa per eccesso di ribasso, ha chiuso la giornata in perdita del 5,95%, un risultato tuttavia accettabile se si pensa che, nel corso della giornata, il titolo di piazza Cordusio era arrivato a perdere anche il 12%. Non ha avuto effetto la manovra da 6,6 miliardi di euro messa a punto nella giornata di ieri quando si è riunito, in via del tutto straordinaria, il C.d.A. aziendale. Le perdite per l'istituto bancario italiano sono state anche tamponate dagli acquisti sul titolo, fatti nel finale, da Alessandro Profumo, ad di Unicredit, e dai suoi manager. A picco anche Mosca (-16%) dove le contrattazioni sono state sospese per ben 2 volte durante la giornata. Infine, dall'altra parte dell'Atlantico, soffrono i mercati sudamericani con gli indici in caduta libera sin dall'apertura. La situazione peggiore in Brasile dove la Borsa di San Paolo è arrivata a perdere anche 15 punti percentuali.