I mercati azionari di tutto il mondo hanno festeggiato con prestazioni record il piano di intervento congiunto di Fed e Tesoro Usa, che hanno annunciato l’attivazione di misure eccezionali con lo scopo di combattere la crisi finanziaria e riportare la serenità in sede di contrattazione. Il Governo americano ha stanziato una serie di finanziamenti da indirizzare a tutte le banche in difficoltà a causa della grave crisi finanziaria che ha provocato, dall’inizio dell’anno, il fallimento di vari istituti bancari. L’ultima banca a chiudere i battenti, la scorsa settimana, è stata Lehman Brothers, quarto potere finanziario degli Stati Uniti. A inizio settimana, inoltre, l’intervento in extremis, sempre del governo, per evitare il crollo di Aig, colosso assicurativo, ultima vittima, in ordine di tempo della cosiddetta crisi dei “mutui subprime”.
In Europa, con la seduta odierna, le Borse hanno praticamente azzerato le pesanti perdite accumulate in settimana dopo il crac di Lehman Brothers e il crollo in Borsa, con relativo salvataggio, di Aig. Grazie ai guadagni di oggi l’indice di riferimento Dow Jones Stoxx600 è riuscita a riportarsi sui livelli di inizio settimana con un guadagno superiore agli 8 punti percentuali, l’incremento più alto degli ultimi 20 anni. A Londra il Ftse100 ha fatto segnare un progresso dell’8,8%, il Dax di Francoforte ha chiuso a +5,5%, mentre il Cac40 di Parigi ha guadagnato il 9,2%.
Record anche a Piazza Affari dove gli indici hanno messo a segno il maggior rialzo degli ultimi 10 anni. Il Mibtel ha guadagnato il 7,7%, mentre l’S&P/Mib ha terminato la giornata a +8,6%. Titoli bancari protagonisti, anche se i guadagni delle banche italiane sono ben lontani dai risultati ottenuti da alcuni istituti americani, in rialzo anche del 40%. Gli acquisti hanno riguardato in particolare Banca Popolare di Milano (+12,4%), Monte dei Paschi di Siena (+13%), Intesa Sanpaolo (+11%), Unicredit (+13,4%). Rialzi più contenuti per Mediobanca (+7%), proprio nel giorno in cui sono stati presentati i conti relativi all’esercizio 2007-2008 con un utile superiore al miliardo di euro. Il petrolio tornato sopra i 100 dollari al barile ha sostenuto gli acquisti sui titoli del comparto: Eni ha messo a segno un rialzo del 10%, mentre Saipem e Tenaris hanno chiuso, rispettivamente, a + 5,7% e +7,9%. In forte recupero anche Fiat (+8.9%), Parmalat (+9,5%), Pirelli (+6,6%), Seat Pagine Gialle (+6%). Tra i pochi segni negativi si segnala il –2,4% di Finmeccanica.