Giudicati estremamente positivi da Berlusconi i rapporti con gli Industriali, e ammonisce la CGIL di Epifani circa lo sciopero generale che si terrà prossimamente. Il premier ritiene che l’errore sia loro e non dell’Esecutivo.
Nuovamente il Capo del Governo torna a parlare di ottimismo, che considera un antidoto da usare nei confronti della
crisi che attanaglia i
mercati mondiali. Stesse argomentazioni usate ieri all’incontro avuto con le
parti sociali per valutare tutte le possibili contromisure da adottare; fa notare che il nostro Paese versa in condizioni migliori rispetto agli altri e che dunque vi sono margini che permettono di affrontare il momento in modo meno negativo possibile. Il nostro Governo stanzierà 16,5 miliardi di euro che andranno alle infrastrutture, e detasserà i
premi di produttività, tutti provvedimenti che verranno presi al prossimo
CIPE. Il vantaggio che si avrà è che la contrattazione sarà di carattere aziendale e non più nazionale. Naturalmente questo aumento peserà sulla stipendio non più al 46% ma al 10%. Si è tornati nuovamente a parlare, nell’Esecutivo, della possibilità di studiare una soluzione che permetta di
detrarre punti Irap dall'Ires.
Conclude attaccando i precedenti Governi che, a suo dire, sono stati poco severi con i provvedimenti, preoccupandosi solo dei consensi. Decisioni che hanno portato l’Italia ad avere un debito pubblico che corrisponde al 106% del Prodotto Interno Lordo.
Epifani (CGIL) torna a ribadire che: il nostro Paese non ha bisogno di provvedimenti che servono a farci superare il “Natale”, ma ha la necessità di interventi strutturali, e torna a parlare di tasse sui lavoratori dipendenti e di pensioni.
Critici Bonanni e Angeletti che giudicano il momento poco adatto per andare nelle piazze a scioperare, pur apprezzando le motivazioni. Inoltre, il leader della UIL fa notare al Capo del Governo che l’ottimismo è importante ma fondamentale è avere le risorse economiche per consumare.