Inizio di settimana segnato dal passaggio di un
vero e proprio terremoto che ha sconvolto il già provato sistema finanziario. Il
fallimento della quarta banca d’affari americana, la celebre
Lehman Brothers, pesa come un macigno sugli indici dei
mercati azionari europei. L’indice di riferimento
Dow Jones Stoxx600, che indica l’andamento delle Borse principali del Vecchio Continente, ha fatto registrare una flessione del 3,47%, che, tradotto in denaro, significa una
perdita complessiva
di circa 125 miliardi di euro di capitalizzazione. Al fallimento di
Lehman Brothers, seguito al rifiuto di intervento da parte del Tesoro Usa, si aggiungano lo stato di crisi annunciato dal colosso delle assicurazioni
Aig, e il salvataggio in extremis di un altra grande banca,
Merrill Lynch, acquisita da
Bank of America. Si attendono adesso indicazioni dalla
Federal Reserve, che, secondo il parere di molti analisti dovrebbe procedere ad un taglio dei tassi d’interesse di almeno un quarto di punto. Intanto le ultime indicazioni sulla produzione industriale Usa di agosto segnano una flessione dell'1,1%, il dato pegggiore degli ultimi 3 anni.
Una tempesta di vendite si è abbattuta sulle sedi di contrattazione di tutt’Europa, portando le perdite ad un livello molto alto. A Francoforte il
Dax30 ha perso il 2,74, il
Cac40 di Londra ha invece ceduto il 4&, mentre a Londra l’indice
Ftse100 è sceso del 3,92%.
Le tensioni del mondo finanziario hanno avuto un effetto deciso anche sull’andamento del
mercato valutario dove si è registrato un
forte recupero della moneta unica sulla valuta Usa. A fine giornata l’
Euro era scambiato intorno a
1,42 contro il dollaro, dopo aver toccato quota 1,45. Ancora più visibile l’effetto sullo
yen, che ha segnato il
rialzo massimo degli ultimi 10 anni sulla moneta Usa. Per quanto riguarda il rapporto con l’
Euro, il cambio si è attestato, a fine giornata, a
150,79 yen.
In Italia tutti gli indici fanno registrare pesanti perdite:
Mibtel –3,5%,
S&P/Mib – 3,66,
Midex –3%,
All Star –2,05%. Veramente pochi i segni più sul listino; tra i titoli a maggiore capitalizzazione si salva solo
StMicroelectronics (+1,8%). In forte difficoltà banche e assicurazioni (i due settori hanno perso oltre il 6% sullo Stoxx):
Banca Popolare di Milano (-7%),
Unicredit (-3%),
Intesa Sanpaolo (-2,9%),
Fonsai (-6,2%),
Generali (-5,4%),
Alleanza (-4,9%). Il
petrolio in discesa libera, a
97 dollari al barile, fa scendere le quotazioni dei titoli del comparto:
Saipem (-5,25%),
Eni (-4,14%) e
Tenaris (-3,9%).
Fiat cede oltre i 3 punti percentuali in attesa di conoscere i dati sulle immatricolazioni di agosto in Europa, mentre
Seat Pagine Gialle chiude a –8,6%, facendo registrare la peggiore prestazione sull’
S&P/Mib.