Ancora
pesanti le perdite sui
mercati azionari Europei sui timori di un collasso del sistema finanziario mondiale. Oggi, ad alimentare le paure degli investitori, le notizie relative alla situazione del colosso assicurativo
Aig, anch’essa
sull’oro del fallimento. Il Governatore dello Stato di New York
David Paterson ha dichiarato che
Aig è a corto di liquidità ed ha un assoluto bisogno di trovare
75 miliardi di dollari per evitare un colossale crack, che si andrebbe ad aggiungere a quello della banca
Lehman Brothers. Nel finale alcune indiscrezioni di stampa hanno indicato che il segretario del Tesoro
Paulson sarebbe disponibile all’utilizzo di denaro pubblico per il salvataggio della compagnia di assicurazione. La voce, subito smentita da un portavoce del dipartimento, ha comunque avuto un effetto benefico sulle Borse europee, che, pur chiudendo con un passivo abbastanza alto, si sono allontanate dai minimi di giornata. Rimanendo in tema di crisi finanziaria da segnalare la pubblicazione dei
dati trimestrali di Goldman Sachs che hanno messo in evidenza un
calo degli utili del 70%.
Come era già successo ieri, bancari e assicurativi sono stati i più colpiti su tutte le piazze con perdite di settore del 4,9% e del 6,25%. A Parigi il
Cac40 ha chiuso con una perdita dell’1,96%, il
Dax di Francoforte ha ceduto l’1,96%, mentre l’
Ftse100 di Londra ha perso oltre il 3%.
Piazza Affari chiude in forte calo con il
Mibtel a –2,5% e l’
S&P/Mib a –2,7%. Recuperano i titoli delle società più esposte verso il
dollaro, che oggi ha guadagnato terreno nei confronti della
moneta unica:
Luxottica +2,7%,
Autogrill + 2,6% e
Bulgari +1,5%. Buono anche l’andamento del settore auto favorito, invece, dal
prezzo del petrolio ancora in calo intorno ai 90 dollari al barile:
Fiat +1,9%, anche in virtù dei dati sulle immatricolazioni in Europa, rivelatisi negativi per la casa torinese, ma comunque migliori rispetto alle concorrenti europee. Nella parte basse del listino i finanziari, trascinati in un pericoloso vortice di vendite dalle pessime notizie provenienti dagli Usa:
Mediolanum (-6,55%) la più colpita in quanto la più esposta verso la fallimentare
Lehamn Brothers, seguono
Intesa Sanpaolo (-4,7%),
Unicredit (-4,5%),
Fondiaria-Sai (-3,8%),
Monte dei Paschi di Siena (-3,23%),
Banca Popolare di Milano (-3%) e
Banco Popolare (-1,8%). Tra i bancari in controtendenza
Ubi Banca che chiude con un guadagno dell’1,1%. In basso i titoli del settore energia che pagano la caduta delle quotazioni petrolifere sul timore di un calo globale della domanda; i più colpiti
Eni (-4,6%) e
Saipem (-4,4%). Leggero recupero per
Mondadori (+2,3%) e
Mediaset (+1,13%) dopo le perdite recenti. Sul resto del listino da segnalare il –1,1% di
Telecom che sembra limitare le perdite, in vista del cda del 25 settembre, durante il quale ci sarà un riassetto aziendale.