Il presidente della Bce Jean Claude Trichet, nel corso della conferenza stampa seguita alla riunione del direttivo, ha però rinnovato l’allarme sulla situazione economica europea, schiacciata da un livello d’inflazione che cresce con una velocità che non si vedeva da circa 16 anni. “L’inflazione resterà elevata a lungo “, ha tenuto a precisare Trichet, il quale ha anche aggiunto che con molta probabilità il livello inizierà a scendere solo nel 2009. Sono ancora alti i rischi per ulteriori aumenti dei prezzi in area Euro, ma la Banca Centrale ha rinnovato la promessa di monitorare lo sviluppo della situazione con una particolare attenzione rivolta ai costi energetici e ai rinnovi contrattuali, elementi che possono spingere i prezzi ancora più in alto.
I dati provenienti dalla congiuntura rivelano il momento difficile dell’economia e fanno presagire un ulteriore rallentamento nel terzo trimestre dell’anno. Di conseguenza appare più che giustificata la decisione dello scorso luglio di un rialzo del tasso d’interesse. Questo, in sintesi, il succo del discorso del presidente della Bce che ha concluso rimandando all’appuntamento di settembre, quando saranno diffusi i dati aggiornati sul livello dell’inflazione per il 2008 e il 2009.
Il deciso calo delle quotazioni petrolifere sicuramente è un elemento positivo in un quadro tanto complesso e dominato dall’incertezza, generata anche dalla debolezza di un altro importantissimo mercato, quello americano, appesantito, come quello europeo, da un alto livello inflazionistico.