Crollano le aspettative di crescita economica per i paesi dell’area euro; l’inchiesta trimestrale condotta dalla Banca Centrale Europea parla chiaro, per l’economia mondiale e dell’area euro si prospetta un periodo di debolezza più lungo rispetto alle previsioni fatte appena tre mesi fa. L’indagine della Bce, inserita nel bollettino mensile pubblicato questa mattina, si basa su di una inchiesta che raccoglie i pareri di esperti e addetti ai lavori al di fuori dell’Ue. In questo modo si intende avere un quadro “relativamente eterogeneo” di opinioni.
Secondo la Bce il prossimo anno la crescita del Pil nei paesi dell’Eurozona si fermerà allo 0,3%. Solo 3 mesi fa la stessa inchiesta indicava un livello di crescita per il 2009 pari all’1,3%. Anche il dato per l’anno in corso ha subìto un drastico ridimensionamento, dal precedente +2,6%, si è passati al +2,2%, indicato nella nuova relazione. Infine viene rivista al ribasso anche la prospettiva di crescita per il 2010 che dovrebbe fermarsi all’1,4%.
Sul fronte disoccupazione le cose non vanno meglio, i dati riportati oggi dalla Bce indicano un ulteriore peggioramento. Il tasso di disoccupazione per il 2008 aumenterà fino al 7,4%, contro il 7,2% della precedente indagine. Il livello crescerà nel 2009 portandosi all’8%, mentre le previsione per il 2010 parlano di 8,1%.
Le prospettive sconfortanti sull’economia e la diminuzione dei rischi inflazionistici hanno spinto la Bce,la scorsa settimana, a tagliare di mezzo punto percentuale i tassi d’interesse, portati al 3,25% dal precedente 3,75%. Dopo la comunicazione dei tagli il presidente Jean-Claude Trichet ha più volte affermato che non è affatto escluso un nuovo taglio dei tassi anche a dicembre, in quanto “ci si attende che bei prossimi mesi l’inflazione seguiti a diminuire, raggiungendo un livello in linea con la stabilità dei prezzi nel corso del 2009”.
Intanto l’agenzia Bloomberg comunica lo stato recessivo in cui versa la Germania, considerata la prima economia europea. Il Pil tedesco nel terzo trimestre è sceso di mezzo punto percentuale rispetto al –0,4% del periodo precedente: con due trimestri negativi il paese è così entrato in recessione tecnica. È la prima volta che si parla di recessione per la Germania dal 2003. La brusca contrazione del Pil è da attribuire, oltre che alla particolare situazione congiunturale, anche al forte indebolimento del commercio estero fatto registrare negli ultimi mesi in Germania.