La crisi finanziaria globale sta offrendo alle banche asiatiche un’occasione unica. Gli istituti di credito orientali possono infatti acquisire una posizione particolarmente privilegiata nel mercato bancario globale e sfidare, se non superare, alcuni dei più importanti gruppo occidentali. A spiegarlo è stato - riferisce il Financial Times - il presidente del fondo sovrano Government of Singapore Investment Group, Tony Tan.
A margine del World Economic Forum di Davos, il dirigente ha infatti spiegato che quella che si presenta all’orizzonte del sistema finanziario delle regioni asiatiche è, potenzialmente, una vera e propria «nuova Età dell’oro». Per le banche c’è infatti la possibilità di insinuarsi nei “vuoti” lasciati dai grandi gruppi americani ed europei, alle prese con una faticosa uscita dal terremoto finanziario dell’ultimo anno.
Tan ha anche sottolineato come la crisi abbia provocato una ripensamento del modo di fare business in Asia, dove numerosi Paesi si stanno domandando se sia o meno il caso di seguire ancora le «linee guida occidentali», secondo le quali il modo migliore di fare affari è nell’ambito di «un sistema di mercato libero, con regole minime e scarse interferenze pubbliche. Credo - ha insistito il manager - che sia chiaro come le economie orientali stiano riflettendo profondamente sul principio del laisser-faire».
«In passato abbiamo avuto un mondo unipolare - ha concluso Tan - con gli Stati Uniti unico leader, anche dal punto di vista militare. Ma ora le cose stanno cambiando». ( Fonte: valori.it)
Redazioneonline- Osservatorio Internazionale
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