
I manager delle società quotate in borsa dovranno rendere noti i loro compensi - Epa
Tocca a loro. Manager e dirigenti delle società quotate in borsa in Italia dovranno rendere noti i loro compensi. Spesso, ma non sempre, a sei cifre grazie anche a stock options, bonus e buonuscite milionarie. Come già accade per i loro colleghi delle società a partecipazione pubblica.
Sull’onda dello sdegno Obamiano per gli stipendi e i bonus dei “fat cats” di Wall Street, considerati i principali responsabili del crollo delle borse dell’autunno 2008, anche l’Unione Europea ha messo nel mirino i banchieri e i superdirigenti delle multinazionali.
La norma che prevede i “raggi x” ai compensi dei manager è prevista in un emendamento presentato dal Governo alla legge comunitaria, che andrà in discussione in Aula al Senato. Entro sei mesi dovrà essere fatto un decreto legislativo con il quale si recepiscono due diverse raccomandazioni della Commissione Ue, che a loro volta accolgono le indicazioni del Cesr (organismo di cui fa parte la Consob), per introdurle nell’ordinamento nazionale.
Perché è importante il ruolo della Consob? Perché l’Autorità di vigilanza prevede già in un regolamento del 1999 che le società quotate in borsa rendano pubblici gli emolumenti corrisposti ai dirigenti. Ma la nuova normativa scaverà più a fondo e darà più poteri agli azionisti: la politica di remunerazione delle aziende non sarà più decisa solo dal Cda ma dovrà essere approvata da tutti gli azionisti. E spiegata nel dettaglio, non solo per quanto riguarda i top manager ma anche per tutti i dirigenti, evidenziando ogni voce: parte fissa, parte variabile, stock option.
Perché spesso il semplice “stipendio” non è che una parte del compenso che il manager si porta a casa. Senza contare la presenza di alcuni di loro nei Cda di più società contemporaneamente. Ma quanto guadagnano allora i supermanager d’Italia? Secondo una ricerca di Watson Wyatt del 2007 lo stipendio medio era intorno al milione e ottocentomila euro. Più recenti (ma riguardano solo i top) i dati della classifica del “Sole 24ore” dello scorso aprile, relativa al 2008 con i dati lordi pubblicati nei bilanci:
Nella quale, se non si calcolano gli “incentivi all’esodo” e i “trattamenti di fine rapporto” milionari, il primo della lista è Gianluigi Gabetti (presidente Ifil fino al 13 maggio 2008), seguito dall’Ad di Fondiaria Sai Fausto Marchionni e dall’Ad di Atlantia e vicepresidente di Impregilo Giovanni Castellucci.
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