Il
2008 sarà ricordato, tra le altre cose, anche come l’
anno nero per il mercato automobilistico a livello mondiale. In America colossi del calibro di
General Motors e
Chrysler sono riusciti ad evitare la bancarotta solo grazie al tempestivo intervento del Governo, mentre in
Giappone poco prima di Natale
Toyota, primo produttore di automobili al mondo ha annunciato il
primo passivo della sua storia.
Gian Primo Quagliano, direttore del
Centro Studi Promotor di Bologna ha individuato le cause principali del crollo delle vendite di automobili in Italia nel 2008:
stanchezza della domanda dopo 11 anni di vendite elevate,
fallimento degli incentivi alla rottamazione nella formula “depotenziata” proposta dal Governo,
forte aumento del prezzo del carburante nel corso della prima parte del 2008,
difficoltà del credito al consumo (tassi d’interesse alti, aumento del rischio d’insolvenza, maggiori difficoltà nel reperire prestiti), senza dimenticare naturalmente la
recessione dell’economia iniziata già nel secondo trimestre dell’anno.
In
Italia il Ministero dei Trasporti ha da poco diffuso i dati relativi alle
immatricolazioni nel mese di dicembre. I numeri hanno confermato il
trend pesantemente negativo degli ultimi mesi rilevando una flessione nell’ultimo mese dell’anno pari al 13,29%, un risultato che comunque appare confortante se messo a confronto con il –18% di ottobre e il –29,5% di novembre. In totale nel 2008 sono stati immatricolati 2,16 milioni di vetture, il 13,35% in meno rispetto al 2007, quando si è registrato un vero e proprio boom, e il 7,4% in meno rispetto al 2006, anno “normale” secondo il giudizio degli addetti ai lavori.
La piccola ripresa registrata nel mese di dicembre è da attribuire, da una parte alle maxi-offerte proposte dai concessionari, e dall’altra agli ultimi giorni utili per usufruire dei cosiddetti
ecoincentivi ministeriali (scaduti proprio il 31 dicembre), che il Governo italiano sembra deciso a non riproporre per il 2009. A tale proposito l’intervento di
Gianni Filipponi, segretario generale dell’
Unrae, associazione delle case automobilistiche estere presenti in Italia, il quale, con toni allarmistici, ha dichiarato che senza gli incentivi o altre misure analoghe, “il 2009 si chiuderà con 1 milione e 850 mila vetture immatricolate”.
Per quanto riguarda
Fiat, primo produttore italiano,le immatricolazioni a dicembre sono scese del 15,16% rispetto allo stesso mese di un anno fa, ma la
casa automobilistica del Lingotto può consolarsi in quanto detiene ancora il 31,87% della quota di mercato in Italia, livello addirittura leggermente più alto rispetto al 31,32% del 2007. Tra le singole marche automobilistiche solo 6 hanno concluso il 2008 con i dati in crescita:
Audi,
Nissan,
Bmw,
Smart,
Mazda e
Skoda.