La valutazione della
Commissione Europea sullo stato dell’economia nell’area euro è molto chiaro: dopo due trimestri consecutivi di crescita negativa del
Pil, i rischi di
recessione per i paesi del’
Eurozona sono sempre più concreti. Con queste parole il commissario
Ue per gli affari economici,
Joaquin Almunia, mette in guardia i cittadini sulla situazione della congiuntura economica.
Dopo il
Pil negativo del secondo trimestre (-0,2%), si attende un calo anche per il terzo quarto dell’anno, “…e ciò implica per l’area euro e per alcuni stati di trovarsi o stare sul punto di trovarsi in
recessione tecnica. Per il 2008 si prevede una crescita dell’1,2% nella zona euro, livello che si abbasserà drasticamente nel 2009 a quota 0,1%.
In questo scenario l’Italia è uno dei paesi per cui è prevista la
stagnazione (crescita zero) nel 2009. Insieme al Bel Paese troviamo,
Germania,
Francia,
Svezia, e
Lituania. Peggiore la situazione di
Irlanda,
Spagna,
Estonia,
Lettonia e
Regno Unito, per cui si profila lo spettro della
recessione.
Nella seconda metà del 2008 l’Italia è entrata in una
recessione tecnica che porterà la sua crescita, a fine anno, a quota zero. La situazione di stagnazione si protrarrà per tutto il 2009, e
solo nel 2010 è prevista una leggera ripresa. La crisi finanziaria potrebbe avere effetti drastici sull’economia reale, con un conseguente ulteriore calo della fiducia e dei consumi.
Le prospettive
Ue, inoltre, mostrano un miglioramento della
situazione inflazionaria dell’area Euro. Per la fine del 2008% si punta al 3,5%, livello che dovrebbe scendere al 2,2% nel 2009, e al 2,1% nel 2010.