La crisi internazionale sta avendo un forte impatto sulla crescita economica italiana. Negli ultimi due trimestri la produzione ha subìto una forte contrazione, la fiducia, sia dei cittadini che delle imprese, è scesa ai minimi storici, molto debole il fronte delle esportazioni e del mercato del lavoro, domanda in pesante calo e condizioni finanziarie generali sempre più irrigidite. È questa la situazione dipinta nel rapporto redatto dagli ispettori del Fondo, al termine di una visita al nostro paese.
Risollevarsi da questo particolare momento di debolezza potrebbe richiedere un lasso di tempo più lungo del previsto, soprattutto in virtù delle difficoltà che la nostra economia riscontra già da qualche anno ormai. La crescita annuale nel 2008 sarà negativa, e anche le prospettive per il 2009 non lasciano intravedere nulla di buono, con un anno segnato da un ulteriore peggioramento delle condizioni sopra descritte.
Nel report del Fmi si mette in risalto l’assoluta necessità di un intervento deciso e tempestivo da parte di governo e istituzioni, in grado di rilanciare l’economia italiana. L’accento è posto principalmente sul mercato del lavoro, che alle condizioni attuali non garantisce un rapporto equilibrato a stipendi e produttività . “Vista la eccezionale natura della crisi e le sue ripercussioni per l’economia”, si legge nel rapporto, “sono necessarie alcune misure finanziarie e fiscali a medio termine”, ma “alcune azioni devono essere prese in relazione alle circostanze specifiche in cui si trova l’Italia, in particolare al suo alto debito pubblico”.
Il rapporto si conclude però con la precisazione che l’Italia non è il paese che subisce maggiormente la crisi tra quelli più avanzati, grazie alla relativa solidità del suo sistema bancario che sta reagendo meglio che altrove allo tsunami finanziario che si sta verificando a livello globale.