La Wall Street che ha dato forma e vita al mondo finanziario negli ultimi vent’anni ha chiuso i battenti quando Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno deciso che non c’è più futuro per le banche d’investimento. I cambiamenti radicali subiti dal mercato negli ultimi tempi e la grave crisi finanziaria che sta indebolendo il potere economico di intere nazioni ha portato i direttivi dei due istituti a richiedere il cambiamento di status. L’approvazione della Federal Reserve, che ha difatti sancito il passaggio dei due colossi da banche d’investimento a banche commerciali, è arrivata dopo una settimana cruciale per i mercati americani e internazionale, scossi dalla bancarotta di Lehman Brothers, dall’acquisizione di Merrill Lynch da parte di Bank of America e dal salvataggio in extremis di Aig, colosso assicurativo, che è riuscito ad evitare il fallimento grazie all’azione congiunta di Fed e Tesoro americano.
“La decisione segna la fine di Wall Street così come tutti la conosciamo” ha riferito William Isaac, ex presidente della FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation), agenzia nata per garantire i depositi bancari. Da oggi in poi Morgan e Goldman sono tradizionali istituti di credito che beneficiano degli aiuti di Stato previsti per le banche commerciali. Come tali però, sono anche soggette, a stretti controlli e restrizioni, che ne limiteranno la possibilità di fare scommesse ad alto rischio. Il 21 settembre sarà ricordato come la giornata della svolta negli annali dell’economia. Il consiglio della Fed si è riunito alle 9:00 in punto e la decisione è stata unanime.
Con il passaggio di status i due istituti potranno incrementare le proprie risorse finanziare attraverso i depositi dei propri clienti e di altre banche controllate, senza ricorrere a soldi presi in prestito, cioè evitando i rischi che hanno messo in ginocchio Bear Stearns e Lehman Brothers. Le difficoltà in cui versavano i due istituti sono diventate più evidenti negli ultimi giorni: da tempo Morgan Stanley aveva avviato una trattativa per una fusione con Wachovia, grande baca regionale americana. Spinta dall’esempio di Morgan e dal fallimento di Bear Stearns prima e Lehman Brothers poi, anche Goldman Sachs ha iniziato a guardarsi intorno alla ricerca di un possibile partner. Le parole di Henry Paulson, inoltre, hanno indirizzato i due istituti verso la strada della fusione con altri istituti; il segretario del Tesoro Usa ha infatti lasciato intendere che i costi gravosi per il salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac e quelli per il rilevamento degli asset malati di Wall Street, ha limitato sensibilmente la possibilità di intervento del Governo, in pratica Washington non può permettersi nuovi colossali crac a Wall Street, in quanto il prezzo per altri eventuali fallimenti sarebbero, a questo punto, insostenibili.