Il
salvataggio di Aig, annunciato in nottata dal Governo americano,
non basta a far rientrare i timori degli investitori, sempre più preoccupati dalle proporzioni che sta assumendo la
crisi finanziaria scoppiata circa un anno fa negli Stati Uniti e che rischia di avere effetti disastrosi sull’intero sistema a livello globale. In un primo momento,
la notizia del salvataggio del colosso finanziario Usa, sembrava aver restaurato la calma e la fiducia nelle varie sedi di contrattazione, tanto che gli indici erano partiti facendo registrare buoni guadagni. Col passare del tempo, però,
la paura è tornata a disturbare gli scambi e le voci relative alle difficoltà della banca inglese
Hbos non hanno fatto altro che peggiorare le cose. Nel pomeriggio, inoltre,
l’avvio in discesa di Wall Street e le perdite fatte registrare dalle banche Usa, prime fra tutte
Morgan Stanley e
Goldman Sachs, ha fatto sprofondare di nuovo gli indici europei che hanno chiuso ai minimi di giornata.
Notizie poco rassicuranti arrivano anche dai dati macro pubblicati in giornata: le
partite correnti del secondo trimestre hanno fatto registrare una perdita di circa 183 miliardi, cifra di molto superiore a quella del primo trimestre; inoltre l’avvio di
nuovi cantieri ad agosto è sceso del 6,2% rispetto al mese precedente.
Il
Cac40 di Parigi ha perso il 2,14%, il
Dax di Francoforte l’1,75%, mentre a Londra l’indice
Ftse100 ha chiuso in passivo del 2,25%. A Milano
Mibtel ed
S&P/Mib perdono rispettivamente il 2,2% e il 2,5%. Come era accaduto nelle prime due sedute della settimana il listino di
Piazza Affari è stato appesantito dai titoli bancari, i più colpiti in Europa con perdite che hanno superato il 4% sull’indice di riferimento
Dow Jones Stoxx600.
Unicredit, sospesa nel corso della giornata per eccesso di ribasso, ha terminato la giornata con un pesantissimo –8,16%; male anche
Ubi Banca (-3,8%),
Intesa Sanpaolo (-3,7%),
Banco Popolare (-4,3%) e
Banca Popolare di Milano (-2,5%). Eccesso di ribasso anche per
Seat Pagine Gialle che ha chiuso con un passivo del 9,8%. Scorrendo le voci del listino pochissimi i segni positivi tra i titoli a maggiore capitalizzazione, tra questi
Eni (+0,14%) sostenuta dal rialzo del prezzo del greggio. Acquisti su
Telecom Italia (+1,1%) dopo che si è diffusa la voce di un possibile ingresso nel capitale di alcuni investitori arabi. Per il resto ingenti perdite per
Impregilo (-6,4%),
Autogrill (-4,97%),
Fiat (-4,8%),
A2a (-5,4%).