Euro / Dollaro
Rimane
stabile il rapporto euro/dollaro dopo che, nella settimana, il cambio è oscillato fra 1,25 e 1,32. Dopo le perdite di inizio settimana, caratterizzata dalle elezioni americane, il
dollaro ha recuperato terreno grazie ai tagli dei tassi annunciato dalle banche centrali europee. Dopo la forte volatilità delle scorse settimane, la
stabilità dell’ultima ottava è
da ricercare nel minor nervosismo sulle piazze azionarie internazionali.
Dati macro Usa deludenti: vendite di auto in forte calo, pesante contrazione dell’ISM manifatturiero, mercato del lavoro sconvolto dalle perdite di 157 mila posti ad ottobre, con un tasso di disoccupazione salito al 6,5% contro il precedente 6,1%
Euro / Sterlina
Sterlina in discesa contro l'
euro (-2,75%) nella settimana scorsa e pericolosamente
vicina ai minimi di periodo posti a quota 0,82. Lo scivolone della valuta britannica è da attribuire ai
pessimi dati macro diffusi in settimana.
PMI manifattura in calo a ottobre, segno meno anche per la produzione industriale e manifatturiera di settembre.
La notizia che più ha influito sull’oscillazione della sterlina è, però, il taglio annunciato dalla
Boe (Bank of England), che ha portato il tassi ufficiali al 3%, livello minimo dal 1955. La misura è stata giudicata necessaria in virtù del drastico deterioramento del quadro macroeconomico.
Euro / Yen
Settimana poco mossa per il cambio
euro/yen, in virtù della
minore volatilità sui mercati azionari. La moneta nipponica ha chiuso la sessione settimanale a 124,90n contro euro.
Pochi i dati macro rilevati in Giappone salvo la vendita di veicoli a ottobre in calo del 13,1%.
I tagli ai tassi effettuati dalle banche centrali in Europa hanno influito modestamente sul rapporto
euro/yen. Nel
G20 di domenica scorsa a
San Paolo si è affermata la necessita di un intervento coordinato a livello internazionale per affrontare la crisi globale.